“Frontalità e performatività ci genera ansia e stress”, l’accusa degli studenti al modello italiano di scuola

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Il modello di scuola basato sulla frontalità e la performatività genera ansia e stress tra gli studenti, secondo Bianca Chiesa, coordinatrice dell’Unione Degli Studenti, e Alice Beccari, esecutivo nazionale dell’Uds.

Le studentesse accusano il ministro dell’Istruzione Valditara di non prendere in considerazione questi problemi e di sostenere invece la necessità di dare più “autorevolezza” agli insegnanti. Le studentesse fanno riferimento anche al suicidio di un giovane di 17 anni nel 2019, avvenuto, secondo l’Uds, a causa di quanto succedeva in classe in una scuola superiore romana.

Gli studenti chiedono una scuola capace di rendersi uno spazio aperto e non escludente, dove ci si possa formare in maniera collettiva, lontano dalle logiche del merito e della competizione. L’Uds organizza per il 10-12 febbraio un’assemblea nazionale su Partecipazione e rappresentanza per dare agli studenti gli strumenti per lavorare sul benessere psicologico nelle scuole.

Il triste fatto cui gli studenti si riferiscono è avvenuto nel luglio del 2019, quando uno studente di 17 anni si tolse la vita suicidandosi impiccandosi con una corda nel garage di casa. La Procura ha accusato un insegnante della scuola frequentata dallo studente di abuso di mezzi di correzione aggravato dalla morte. Le indagini condotte dopo la morte del giovane hanno portato proprio al liceo frequentato dallo studente, in cui il ragazzo avrebbe avuto problemi di apprendimento e sarebbe stato preso in giro dal professore. Il docente, che ora è in pensione, dovrà difendersi in Corte d’Assise ad aprile.

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