Frate (Gruppo Misto): ingiusto escludere praticanti avvocati da nuova modalità di abilitazione

di redazione

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“Dopo la laurea abilitante in Medicina, la semplificazione delle procedure di accesso alle professioni è una scelta concreta e di buon senso, che potrà offrire risposte celeri ai futuri professionisti che, in piena emergenza coronavirus, avrebbero subito una pesante paralisi”, così commenta l’Onorevole Flora Frate (Misto) le nuove procedure di abilitazione professionale.

“Questo è stato possibile”, prosegue la deputata “grazie alla guida preziosa del Ministro Gaetano Manfredi che fin dalla riformulazione del MIUR non ha perso neppure un solo giorno di tempo. I nuovi professionisti non chiedono altro che di essere messi nella condizione di esercitare, ritardarne l’ingresso sul mercato del lavoro alimenta una condizione di stagnante precarietà lavorativa, economica e psicologica.

“Tuttavia”, ribadisce l’On. Frate “questo importante slancio riformatore dovrà proseguire anche oltre l’emergenza. Occorre ripensare strutturalmente le procedure abilitanti, facilitando l’accesso professionale e superando esami che spesso appaiono del tutto anacronistici, ancorati ad una mera formalità. Potrà essere l’occasione anche per discutere di professioni non attualmente regolamentate che in assenza di un chiaro quadro normativo sono particolarmente esposte, penso ad esempio ai sociologi.

“Quello che non mi convince”, ribadisce l’On. Frate “è l’esclusione dei praticanti avvocati dalla nuova modalità di abilitazione. Tutte le categorie sono contemplate tranne loro, fermi in un lembo di incertezza e confusione. Sarebbe grave”, conclude “immaginare una tale disparità di trattamento. Auspico che anche per i giovani praticanti avvocati si possano considerare misure straordinarie al pari degli altri”.

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