Frate: Azione ha votato contro fiducia Conte, non stiamo dalla parte di chi ha dichiarato guerra ai docenti precari

Stampa

“Siamo al cospetto di una crisi evidentemente senza bussola. Confusa, politicamente enigmatica, delirante e mossa da personalismi esasperati. Neanche chi l’ha prodotta ci capisce più niente”. Lo dichiara la deputata di Azione Flora Frate.

“Renzi ritira i suoi ministri poi un attimo dopo dichiara che voterà i provvedimenti del Governo perché, tutto sommato, i punti in comune col PD sono tanti. Davvero surreale. O apri la crisi e vai fino in fondo, depositando una mozione di sfiducia, oppure ti fermi perché davvero non ha senso fare un passo avanti e tre indietro.

Il risultato di questa altalenante pantomima è un Governo ancora più debole, che andrà avanti con una maggioranza numerica e non politica raccogliendo i voti di transfughi e senatori a vita, quelli che il M5S un tempo voleva abolire insieme all’introduzione del vincolo di mandato.

Dover scegliere tra Conte e Renzi, tra il Premier e l’ex Premier, è il ricatto di una politica minuscola trasformata in un’insopportabile tifoseria. Un reality show per leoni da tastiera. Il punto è lo stato di salute del paese, i ritardi accumulati e tutto quanto non è stato fatto fino ad ora. Non basta fare appello alle forze politiche senza l’avvio di un processo di verifica e di critica. Credere di avere i ministri migliori al mondo è un atto di pericolosa cecità.

Un esempio su tutti è la scuola”, sottolinea Frate.

“Il Ministro dell’Istruzione, fin dal suo insediamento, ha dichiarato guerra ai docenti precari. Ce la vedete Lamorgese a parlar male della Polizia? Delle promesse fatte in campagna elettorale – ovviamente – neanche più un timido accenno.

La scuola è stata investita da una ideologia punitiva carica di morboso paternalismo, costantemente appiattita su un’autobiografia ossessiva utilizzata come declinazione assoluta dell’esistente. I docenti sono stati accusati di clientelismo, di cercare corsie preferenziali, di violare la Costituzione e baggianate di questo tipo.

Ebbene, votare la fiducia significava stare nella stessa metà campo di chi ritiene i banchetti a rotelle un successo.

Quella stessa metà campo che non ha dato risposte agli avvocati praticanti in attesa di un esame che forse si farà ad aprile. Che sulle politiche attive per il lavoro ha parole timide e manca di una visione organica. Che sul Recovery è ferma ai titoli e alle belle intenzioni mentre l’UE chiede progetti articolati e capaci di offrire risultati. Che promette il rilancio economico a colpi di bonus non esigibili perché mancano i decreti attuativi. Che agita lo spauracchio del sovranismo senza prendere le distanze da Trump.

Azione ha votato contro la fiducia discussa alla Camera. Si può essere costruttori coerentemente dall’opposizione”.

Conte ottiene la fiducia alla Camera: 321 deputati dicono sì. I no sono 259 [VIDEO]

Stampa

1,60 punti per il personale ATA a soli 150€, con CFI!