In Francia la Corte dei Conti vuole riformare tutta la gestione dei docenti

di Giulia Boffa
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Red – La Corte dei Conti francese ha pubblicato il 22 maggio un Rapporto di 146 pagine e 19 proposte per gestire al meglio le risorse destinate agli insegnanti che costituiscono il 17% del bilancio dello Stato. La notizia è riportata sul sito dell’ADI.

Il Rapporto  Gestire diversamente gli insegnanti (Gerer les enseignants autrement), indica come modificare profondamente la gestione nazionale degli 837.000 insegnanti francesi, che rappresentano il 44% di tutti i dipendenti pubblici.

Red – La Corte dei Conti francese ha pubblicato il 22 maggio un Rapporto di 146 pagine e 19 proposte per gestire al meglio le risorse destinate agli insegnanti che costituiscono il 17% del bilancio dello Stato. La notizia è riportata sul sito dell’ADI.

Il Rapporto  Gestire diversamente gli insegnanti (Gerer les enseignants autrement), indica come modificare profondamente la gestione nazionale degli 837.000 insegnanti francesi, che rappresentano il 44% di tutti i dipendenti pubblici.

La costruzione del Rapporto si fonda sull’analisi della situazione attuale, che presenta: crescente inefficacia della scuola francese:  dal 2000 in poi i risultati degli alunni  nelle indagini internazionali sono andati peggiorando con il contestuale aumento della dispersione; la crisi del reclutamento degli insegnanti: tra il 2006 e il 2012 i candidati a un posto d’insegnamento sono passati da 6 a 2,7. Anche se la creazione di nuovi posti attuata dalla sinistra ha portato a una rimonta del numero dei candidati la crisi rimane.

Inoltre regole vecchie e superate per l’esercizio della funzione docente e la valutazione degli insegnanti; assenza di carriera e inadeguatezza delle retribuzioni degli insegnanti francesi (35% inferiore alle retribuzioni degli altri funzionari di pari livello, e del 30% inferiore alla media europea), inadeguatezza della figura dell’agregé; pessima utilizzazione delle risorse disponibili: la Francia dedica all’istruzione una quantità di risorse paragonabile o superiore a quella di Paesi che hanno risultati molto migliori dei suoi.

La Corte ritiene che per gestire bene gli 837.000 insegnanti francesi, si debba superare definitivamente lo Stato giuridico per rifondarlo sul principio di efficacia ed efficienza, sull’attenzione ai bisogni reali degli alunni, sulla diversità delle varie situazioni locali.
Inoltre bisogna affidare ai dirigenti scolastici la scelta degli insegnanti  e di  regionalizzare i concorsi. Importante è creare una leadership intermedia che offra agli insegnanti percorsi di  carriera;  gli insegnanti della scuola secondaria dovrebbero impartire almeno due materie come in Germania.

L’orario di servizio degli insegnanti dovrebbe essere onnicomprensivo e organizzato su base annuale, gestito dalle scuole autonome.

I maggiori “guadagni” in termini orari per la scuola ci sarebbero nei tecnici e nei professionali, dove gli insegnanti sarebbero tenuti a recuperare i periodi orari in cui gli allievi vanno in stage nelle imprese.

 Inoltre si andrebbe incontro al problema delle supplenze: si potrebbe aumentare l’orario nei periodi in cui ci sono molti insegnati malati e avere ferie in altri periodi quando la presenza di tutti è maggiore.

Sarebbero questi risparmi che permetterebbero di alzare gli stipendi degli insegnanti, poiché la Corte afferma esplicitamente che bisogna collegare la valorizzazione delle retribuzioni ai risparmi di gestione.

Le scuole, secondarie di 1° o di 2° grado, dovrebbero disporre di un numero  di insegnanti più elevato rapportato al numero di allievi in difficoltà.

La Corte affronta anche il problema della retribuzione e prevede che si possano pagare meglio i professori  ripartendo in modo diverso i 49,9 miliardi di euro della loro massa salariale, che costituisce il 17% del Bilancio generale dello Stato e il 2,5% del  Prodotto Interno Lordo (PIL).

Innanzitutto  ritiene che vada superata la figura degli agrégés, nella scuola secondaria di 1° grado sono pagati il 30% in più di un normale  docente di classe e lavorano il 15% in meno.

Si dovrebbero retribuire di più coloro che scelgono di lavorare nelle situazioni difficili.

Gli insegnanti cercano di evitare di essere assegnati alle scuole più problematiche, perchè l’organizzazione dell’insegnamento è  uguale alle altre scuole con l’aggravio di tutti i problemi sociali connessi. Per rendere queste scuole più appetibili, la Corte propone anche un sostanziale alleggerimento del numero delle classi per gli insegnanti.

L’impegno deve avere un maggior riconoscimento economico , si deve assegnare un budget alle équipes pedagogiche, a cui spetterebbe la propria autovalutazione risparmiando su quella ministeriale.

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