Francia, boom di contagi e nuova stretta: riapertura scuole ha complicato la situazione

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50mila nuovi positivi ogni settimana, quasi 10.000 soltanto nelle ultime 24 ore, e la Francia si prepara a un nuovo giro di vite. Le mascherine in strada e il distanziamento sociale non bastano più, la prima fase di quella che doveva essere la “convivenza con il virus” si sta rivelando più difficile del previsto. Da 10 giorni la riapertura delle scuole ha complicato la situazione.

Le autorità sanitarie ne hanno chiuse 32, più 524 classi fanno lezione a distanza. Ma tutti i genitori sanno di casi di positività che si moltiplicano, soprattutto nei licei, e la preoccupazione aumenta. Un fenomeno che sta esplodendo negli ultimi giorni è quello dell’ondata di banalissimi raffreddori, talvolta con qualche linea di febbre, che come ogni anno affligge tanti bambini al rientro a scuola.

Il governo francese ha comunicato ieri sera che i genitori costretti a rimanere a casa a causa dei bambini che non possono andare a scuola avranno diritto alla cassa integrazione per i giorni di assenza. Dal Consiglio di difesa, il governo in formazione ristretta ricevuto all’Eliseo, si attende domani una nuova stretta sui comportamenti. Il presidente del Consiglio scientifico, Jean-François Delfraissy, ha anticipato ieri “decisioni difficili” ma indispensabili per l’esecutivo. Oggi il presidente Emmanuel Macron ha cercato di non agitare ulteriormente gli animi, confermando decisioni importanti ma “su base locale” e soprattutto “senza cedere a nessuna forma di panico”. “Dobbiamo guardare alle prossime settimane”, ha spiegato Macron, “cercando di adeguarci all’evoluzione del virus provando a rallentarne la circolazione con le regole sanitarie e l’organizzazione della vita sociale”. “Dobbiamo farlo – ha continuato – permettendo di continuare a vivere, educare i nostri figli, occuparsi degli altri pazienti e delle altre patologie, avere una vita economica e sociale”.

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