Francesco Profumo, l’ultima volta di un ministro tecnico a Viale Trastevere: tra la ripresa dei concorsi e l’aumento d’orario (bocciato) ai docenti

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Probabilmente al posto di Lucia Azzolina come ministra dell’Istruzione verrà designato un tecnico. 

L’ultima volta che questo si è verificato è stato nel biennio 2011-2013 con Francesco Profumo a capo del dicastero di Viale Trastevere.

Profumo, prima di diventare ministro, era presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Ora è presidente della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Bruno Kessler.

L’era Profumo è contrassegnata dalla ripresa dei concorsi ordinari per i docenti: prima di quello del 2012 l’ultimo era stato realizzato nel 1999.

Durante i suoi 15 mesi, Profumo chiese agli insegnanti di aumentare il monte ore (24) a fronte di zero euro di aumento di stipendio accettando in contropartita 15 giorni di ferie in più. La proposta, però, non ebbe seguito anche per via del niet del Partito Democratico.

Nell’atto di indirizzo del 2013, l’ultimo per il docente universitario, originario di Savona, si leggono dieci cose da fare per il mondo della scuola: sostegno e potenziamento delle politiche di innovazione tecnologica; sviluppo di strategie della crescita, rilancio e valorizzazione della ricerca; promozione della qualità e incremento di efficienza del sistema universitario; quindi diritto allo studio universitario; sviluppo del sistema di valutazione della performance del sistema scolastico; orientamento scolastico e professionale; monitoraggio e completamento delle riforme scolastiche e degli istituti tecnici superiori; ammodernamento del sistema scolastico; edilizia scolastica e messa in sicurezza delle scuole e, infine, riorganizzazione e ammodernamento del ministero.

Alcune cose sono state realizzate solo in parte (come l’innovazione tecnologica, la valorizzazione della ricerca e l’edilizia scolastica), altre devono ancora partire (come l’ammodernamento del sistema scolastico).

Draghi, quella volta che disse sui docenti: “La mobilità ha scarso legame con le esigenze educative”

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