Francesco Bulli, lo studente che ha inventato una formula sconosciuta ai matematici. INTERVISTA

Stampa

La didattica curriculare ha talmente caratterizzato, nei decenni, la scuola italiana, da far dimenticare che tra le grandi finalità della più grande agenzia culturale di questo Stato c’è la ricerca ovvero quella capacità che dovrebbero avere i docenti italiani di sostenere l’innovazione e indirizzare i processi di trasformazione delle metodologie e degli strumenti didattici, delle architetture interne ed esterne, degli arredi e degli ambienti di apprendimento e, ancora di più, di vivere la ricerca nelle classi.

 Ci si è talmente concentrati sulla trasmissione dei saperi e, talvolta, anche se raramente, delle abilità, che abbiamo dimenticato che i nostri alunni sono un vulcano di potenzialità inespresse che vanno incoraggiate, supportate, potenziate. Solo così possiamo competere con il mondo. Le grandi scoperte scientifiche, ricordiamolo sempre, non hanno età. Dovremmo solo essere capaci, come scuola, di incoraggiare la ricerca e di far comprendere che nulla di ciò che è, lo è per sempre. Non ci sono leggi e scoperte della scienza inviolabili. Se così fosse fisica, biologia, medicina, economia, arte, matematica, tecnologia, non avrebbero anticipato i tempi della storia. Solo così, solo se la scuola la si intende in questa maniera, anche come palestra di “cervelli”, come capace di fornire strumenti per la ricerca, si potranno avere successi come quello conseguito da un ragazzo di terza classe d’un famoso liceo scientifico, sezione scienze applicate, del Friuli-Venezia Giulia, il mitico Francesco Bulli, che, superando Archimede, ha scoperto una nuova formula per il calcolo dell’Area di un segmento parabolico. Notizia che ha fatto il giro del mondo, ripresa da tutte le testate giornalistiche straniere e da tutte le riviste scientifiche. Ve ne è una descrizione video, adatta per i vostri alunni e per molti docenti su:

 Gli obiettivi strategici dell’attività di ricerca

La scuola deve e non può più derogare ad alcune mission che, alcuni più di altri, stanno già percorrendo da tempo:

  • Interpretare i processi di innovazione che si stanno sviluppando nei sistemi educativi in Italia e all’estero;
  • proporre azioni per portare a sistema e diffondere pratiche innovative e modelli nuovi di insegnamento e di apprendimento;
  • sostenere le scuole impegnate nei processi di trasformazione degli ambienti e della didattica;
  • sostenere e incentivare le scuole e gli insegnanti che stanno puntando all’innovazione e che stanno trasformando il loro impegno in un’acuta scelta metodologica lanciata verso la ricerca, in ogni settore dello scibile umano.

L’attività di ricerca deve avere campo d’indagine la scuola del primo e del secondo ciclo, senza trascurare l’attenzione anche alla scuola dell’infanzia e alla formazione degli educatori. Essa, inoltre, non può prescindere dall’individuare e reinterpretare metodi e tecniche che affondano le radici nel passato: per questo la valorizzazione del patrimonio è una delle dimensioni della ricerca che non si ferma ai soli fondi posseduti, ma allarga il suo interesse a tutto quanto testimoni e documenti la storia della scuola e del pensiero, delle scienze e della tecnologia, nel suo sviluppo, con un’attenzione particolare anche alle fonti orali. In questo senso il liceo scientifico di Monfalcone, guidato con una particolare capacità, dal professore Vincenzo Caico, siciliano d’origine e da decenni in Friuli-Venezia Giulia, è senza dubbio il prototipo di scuola capace di formare, essendo in grado di costruire sul “dubbio” scientifico e metodico, l’approccio alle scienze. Fantastico, semplicemente fantastico.

Solo 16 anni e mette in scacco matto Archimede: Francesco Bulli sul podio della matematica mondiale

Francesco Bulli

Francesco Bulli, 16 anni, alunno della classe 3 sezione ASA del famoso Liceo Scientifico Michelangelo Buonarroti di Monfalcone, la passione per calcio, musica e per la matematica ma anche, evidentemente, per la ricerca matematica, famosissimo, ormai, nel mondo per aver scoperto una nuova formula matematica. Lo abbiamo intervistato.

D. Francesco, una grande bella soddisfazione, questa mattina, nel leggerti in tutte le principali testate giornalistiche italiane. Vero?

«Si, non mi sarei mai aspettato di suscitare così tanto interesse; è una cosa che mi rende molto felice, soprattutto vedere che molti altri ragazzi sono appassionati alla matematica come me. Infatti, ho ricevuto molti messaggi di congratulazioni da parte di ragazzi di tutta Italia con la mia stessa passione».

D. Ma in che cosa consiste questa grande novità che avresti potuto introdurre nella matematica? Scacco matto ad Archimede?

«Paragonarmi ad Archimede mi sembra eccessivo perché lui è stato uno dei più grandi matematici della storia ma mi rende orgoglioso sapere di aver contribuito, anche se in minima parte, a quello che è l’infinito mondo della matematica. Diciamo che la mia formula non ha inventato nulla di nuovo, è un modo alternativo di calcolare l’area del segmento parabolico partendo da premesse diverse rispetto a quelle dell’approccio tradizionale. Infatti, con l’utilizzo degli integrali, il calcolo sarebbe più immediato ma non avendoli ancora studiati ho trovato una strada diversa.”

D. Cosa c’è nella scuola che ti appassiona e quanto ritieni fondamentale il ruolo dei docenti?

«A scuola le materie scientifiche mi hanno sempre appassionato fin da piccolo e ritengo che il ruolo dei docenti sia molto importante perché possono diventare una determinante fonte di ispirazione e stimolo. La professoressa Vicentini mi ha da subito supportato permettendo che la mia formula venisse conosciuta e per questo la ringrazio molto.».

D. Quando nasce la passione per la matematica?

«La matematica mi è sempre piaciuta e questo è anche merito di mia madre la quale me l’ha sempre fatta vedere come qualcosa di affascinante da scoprire. In particolar modo alle medie, grazie alla mia professoressa, mi sono appassionato sempre di più e ho iniziato ad approfondire la materia in tutte le sue sfaccettature».

D. E domani, che farai? Avevi mai pensato che ti potesse accadere di cambiare le regole e i teoremi della matematica?

«Sinceramente no, diciamo che da quando avevo quattro anni il mio futuro lo vedo nel mondo del calcio. Non avrei mai pensato di inventare una formula innovativa dato che ho sempre visto la matematica come un “gioco”».

D. Un messaggio ai tuoi coetanei che vivono con marginalità il processo formativo della scuola. Cosa diresti?

«Sinceramente io non sono un amante della scuola a 360 gradi, ritengo comunque che è necessario impegnarsi in tutto quello che si fa soprattutto perché la scuola serve per formare se stessi, non per fare un favore ai genitori o ai professori. Ai miei coetanei voglio dire di cercare e trovare quello che li appassiona, di dedicarsi a quello e in particolar modo di interrogarsi continuamente e non dare sempre tutto per certo».

Il preside Vincenzo Caico e la didattica della ricerca scientifica

Abbiamo voluto ascoltare, anche, il dirigente scolastico della scuola, Vincenzo Caico, laureato a Palermo in Ingegneria Informatica con una tesi sperimentale su un sistema di web tutoring con elementi di intelligenza artificiale; docente di informatica e di elettronica e, da settembre 2019, preside del Liceo Michelangelo Buonarroti di Monfalcone.

D. Preside, la scuola è prima di tutto innovazione, capacità di ricerca, sperimentazione. Quanto tutto questo è in realtà alla portata delle scuole italiane?

«I dirigenti scolastici e le scuole in realtà di muovono in mezzo a vincoli molto stringenti: c’è il problema degli organici, ovvero degli insegnanti che non sono mai abbastanza, e il problema degli edifici scolastici, spesso vetusti e con ambienti che si adattano male alle esigenze di una scuola moderna. Ma si può comunque fare molto, puntando sull’aggiornamento professionale degli insegnanti e su un’organizzazione snella in grado di dare in tempi rapidi risposte adeguate ai tanti problemi che si devono affrontare di giorno in giorno, ma soprattutto ciascuna scuola deve riflettere sul ruolo che intende svolgere all’interno del proprio territorio e nei confronti di una società in continua evoluzione. Bisogna accettare l’idea che nessuna scuola oggi può permettersi di restare sempre uguale a se stessa».

D. La sua esperienza, le sue scelte organizzative e gestionali, ma anche la metodologia utilizzata per confrontarsi con il personale umano che arricchisce la sua scuola, sono senza dubbio alcuno una grande ricchezza per la sua scuola che, ancora una volta, si distingue tra molte altre e principalmente fornisce modelli da utilizzare. Cosa fa la differenza?

«La vera differenza secondo me la fa il lavoro quotidiano in aula e nei laboratori degli insegnanti. Bisogna avere una squadra di docenti preparati e disponibili al cambiamento e puntare alla sostanza, ovvero alla preparazione che si intende offrire ai propri studenti. Il miglior insegnante è quello che non smette mai di imparare e che mette continuamente in discussione le proprie metodologie e le proprie conoscenze in ambito didattico e pedagogico. Purtroppo, spesso le scuole impegnano risorse ed energie su troppi progetti extracurricolari perdendo di vista il quotidiano. Il dirigente scolastico in tutto questo deve esercitare al meglio la sua leadership educativa e guidare la squadra degli insegnanti verso quell’idea di scuola che intende realizzare».

D. DaD o non DaD le prime pagine dei più importanti quotidiani nazionali, stamattina, parlano di un suo alunno. Possiamo dire che i risultati si conseguono ugualmente e che molto dipende dalla qualità delle risorse umane di cui dispone la scuola, dalla loro passione, dalla loro perseveranza e dalle loro competenze?

«Certamente. Francesco Bulli ha sicuramente delle grandi capacità personali e potrebbe far bene in qualsiasi scuola, ma anche l’ambiente didattico e il clima che si respira nei nostri istituti è molto importante. Bisogna puntare sull’aggiornamento e la formazione professionale dei docenti, ma secondo me c’è anche un altro elemento fondamentale che fa la qualità di una scuola: come dirigente cerco costantemente di realizzare un clima sereno, sia nei rapporti tra il personale della scuola, sia tra gli insegnanti e gli studenti e le loro famiglie. Cerco di rendere condivisa l’idea di una scuola che sviluppi il senso di responsabilità e l’autonomia di tutti, anche e soprattutto degli studenti. Per questo durante gli incontri che ho con i ragazzi ascolto sempre le loro osservazioni, le loro critiche e i loro suggerimenti. Desidero che loro si sentano parte integrante della nostra comunità, ben accolti e consapevoli che anche l’opinione di ciascuno di loro è importante. Il prossimo anno, virus permettendo, apriremo la nostra scuola anche al pomeriggio, non soltanto per lo svolgimento di attività didattiche ma anche semplicemente per venire a studiare a scuola, vedere un film o fare musica, in modo che la scuola diventi un centro di incontro culturale vissuto dagli studenti anche al di fuori degli orari di lezione. Quindi, non soltanto la qualità delle risorse umane, ma anche il senso di appartenenza ad una comunità e la qualità delle relazioni umane».

L’intervista alla professoressa Caterina Vicentini, docente di Matematica e Fisica di Francesco

Non poteva, non doveva, mancare l’intervista a chi ha davvero il merito di fare la differenza nelle scuole italiane: il docente. Sì, proprio a colei che motiva, spinge allo sviluppo di un pensiero critico e critico-scientifico (ancor più complicato). La professoressa Caterina Vicentini, docente di matematica e fisica, del grande Francesco. Bella gratificazione per un’insegnante questa.

D. Professoressa, una bella soddisfazione per un docente, non le pare?

«Sicuramente. La più grande soddisfazione da quando lavoro a scuola. Ma questo risultato è solo la punta di un iceberg. La terza Scienze Applicate è un’ottima classe, Il corpo docenti del “Buonarroti” è coeso e cooperativo, il Dirigente sa cogliere le palle al balzo. Anche con il personale ATA c’è un ottimo clima di collaborazione».

D. Sarà destinato, il suo alunno, a fare la storia della matematica?

«E’ presto per dire se Francesco sarà un visionario al pari di Gauss. Certo è che si è rivelato coraggioso e competente gestendo da solo pagine di calcoli algebrici con due incognite e ben cinque parametri. Per inciso, anche Gauss cominciò così: alleggerendo con una formula un noioso calcolo impartitogli dalla maestra delle elementari».

D. Passione e amore. Sono questi gli ingredienti del suo operare quotidiano?

«Certo che sì. Ho abbandonato un dottorato di ricerca in matematica pura per fare l’insegnante perché sentivo una vocazione. E poi mi piace stare con gli adolescenti, anche se a volte, proprio come la matematica ti fanno ammattire».

D.C’è chi si piange addosso per la didattica a distanza, a dir loro, incapace di far interagire alunni e docenti ed esistono, docenti come lei, che invece vincono e fanno gol. Possiamo dire che la modalità di erogazione della didattica è importante ma lo è ancora di più la determinazione dei docenti e la capacità di coinvolgere i loro alunni?

«La didattica a distanza è solo uno strumento, e in quanto tale, né buono né cattivo, dipende dall’uso che se ne fa. Certo, data l’emergenza, si è dovuta usare in maniera integrale, cosa che di certo non suggerirei. È talmente lapalissiano che il contatto umano ha enorme importanza che sarebbe superfluo ribadirlo se i detrattori totali della DaD non lo rendessero utile. Trovo che nel contesto della nostra scuola abbia evidenziato anche molti pregi e che alcune cose cambieranno anche in “tempi normali”».

Superando Archimede – The math behind

MATH-segnale fornisce un dettagliato approccio alla ricerca di Francesco Bulli.

Lo si può vedere https://www.youtube.com/watch?v=Mr4q62QoU8E&feature=youtu.be

Nello specifico:

Questo è l’articolo di Francesco sulla rivista MatematicaMente di Mathesis Verona:

http://www.mathesis.verona.it/wp-content/uploads/2020/04/Nume269.pdf

Il teorema di Archimede

https://www.youtube.com/watch?v=Mr4q62QoU8E&feature=youtu.be

Un approccio scolastico

https://www.youtube.com/watch?v=Mr4q62QoU8E&feature=youtu.be

Invarianza per traslazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mr4q62QoU8E&feature=youtu.be

La formula di Francesco

https://www.youtube.com/watch?v=Mr4q62QoU8E&feature=youtu.be

Conclusioni

https://www.youtube.com/watch?v=Mr4q62QoU8E&feature=youtu.be

Alcuni articoli che abbiamo trovato sul lavoro di Francesco:

https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_28/francesco-crea-liceo-formula-matematica-che-supera-archimede-75207efc-a120-11ea-bedb-9a92490f6ea3.shtml

https://www.huffingtonpost.it/entry/a-16-anni-inventa-una-formula-matematica-che-supera-il-teorema-di-archimede_it_5ed0fa60c5b6366b1453e454

https://www.calciomercato.com/news/fr…

Stampa

Eurosofia, scopri un modo nuovo e creativo per approcciarti all’arte: “Il metodo del diario visivo” ideato da Federica Ciribì