FP CIDA: inaccettabile la proroga del blocco dei contratti

di
ipsef

Comunicato FP-CIDA e CIMO-ASMD – Definitiva la proroga del blocco della contrattazione e degli incrementi retributivi. I dipendenti pubblici hanno già pagato un conto salato e continuano a pagarlo

Comunicato FP-CIDA e CIMO-ASMD – Definitiva la proroga del blocco della contrattazione e degli incrementi retributivi. I dipendenti pubblici hanno già pagato un conto salato e continuano a pagarlo

Il Consiglio dei Ministri nella riunione dell’8 agosto 2013 ha approvato in via definitiva il decreto del Presidente della Repubblica recante "Regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti”. Con tale atto il Governo Letta blocca fino a tutto il 2014 ogni meccanismo di adeguamento degli stipendi, ivi compresa l’erogazione dei previsti incrementi dell’indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013-2014, ed estende all’anno 2013, per il personale della Scuola, la sospensione della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici. Vengono altresì bloccate, senza possibilità di recupero, le procedure contrattuali e negoziali ed i conseguenti incrementi economici ricadenti negli anni 2013-2014.

Ribadendo quanto già espresso nei Comunicati di marzo e maggio 2013, la FP-CIDA e la CIMO dichiarano del tutto inaccettabile questo reiterato blocco: dirigenti, professionisti, quadri delle Pubbliche Amministrazioni hanno già pagato un conto salato sul versante retributivo e su quello di una consistente riduzione delle dotazioni organiche: hanno con ciò già dato il loro contributo per il risanamento economico del Paese (si veda anche il rapporto semestrale ARAN presentato nella stessa data dell’8 agosto 2013).

Per le categorie dei dirigenti, professionisti e quadri, rappresentate dalla FP-CIDA e dalla CIMO, i tagli degli organici a parità di volume di attività complessiva si sono tradotti in una crescita esponenziale delle responsabilità individuali, senza corrispondenti riconoscimenti economici. Tale situazione non potrà mancare di produrre in prospettiva effetti negativi sul buon andamento delle amministrazioni e degli enti pubblici.

Il blocco ora quinquennale della contrattazione impedisce inoltre al confronto negoziale di intervenire con le necessarie manovre perequative a favore di categorie fino ad ora ingiustamente penalizzate.

Nella stesura definitiva del Regolamento è presente la possibilità di una contrattazione normativa nelle aree e nei comparti, che perlomeno ripristinerebbe il sistema delle relazioni sindacali.

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