Formazione obbligatoria su inclusione scolastica, la Flc Cgil: “Le 25 ore siano messe all’interno delle attività funzionali”

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La nota del 6 settembre sulla formazione obbligatoria sui temi dell’inclusione scolastica per il personale non specializzato ha fatto infuriare i sindacati, che oggi, 15 settembre hanno avuto un incontro con l’amministrazione.

In base a quanto riporta la Flc Cgil, il Direttore Generale del Personale Serra, ha comunicato che la nota citata si limita ad esplicitare alcuni aspetti applicativi dell’art. 1 comma 961 della Legge 178/2020 (legge di bilancio) che ha disposto un’attività obbligatoria di formazione di 25 ore sui temi dell’inclusione scolastica per tutto il personale docente da svolgere entro l’anno.

Il sindacato guidato da Francesco Sinopoli ha ribadito “il proprio profondo dissenso nei confronti di questa disposizione che ha introdotto per il personale docente una formazione obbligatoria senza esonero dal servizio in spregio sia delle prerogative contrattuali che dell’autonomia professionale dei docenti. In discussione non è il valore della formazione in sè specie su temi importanti e fondamentali come quello dell’inclusione scolastica. La questione è che la formazione del personale non può essere definita in modo unilaterale dall’Amministrazione perché ciò interferisce con la sovranità degli organi collegiali e ha ricadute sul rapporto di lavoro, introducendo obblighi di servizio senza che questa materia sia regolata contrattualmente”.

“La nota del MI del 6 settembre 2021, prosegue la Flc Cgil, come altre, è stata emanata senza alcuna informativa o confronto con il sindacato sia rispetto alle modalità di attuazione dei corsi di formazione che riguardo le risorse stanziate per l’organizzazione delle attività, nonostante le disposizioni contrattuali in vigore prevedano espressamente che queste materie siano oggetto di relazioni sindacali”.

Una soluzione potrebbe essere quella di prevedere che le attività di formazione siano comprese negli obblighi di servizio e ad esempio inserite all’interno dell’attuale pacchetto di 40 ore destinate alle attività funzionali all’insegnamento. Su questo punto il Ministero valuterà se accogliere o meno tale proposta.

Invece, per quanto riguarda la tempistica dell’avvio di tali corsi, il Ministero sta valutando la possibilità di far slittare la scadenza oltre il mese di novembre e rispetto alla valutazione finale è stato esplicitato che non riguarda il personale, ma si tratta di un monitoraggio finalizzato a comprendere la validità del percorso formativo proposto.

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