Formazione obbligatoria per docenti con alunni con disabilità, Gilda attacca: “E’ prerogativa contrattuale. Invasione di campo del Governo”

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Non va giù alla Gilda degli insegnanti il decreto sulla formazione obbligatoria del personale docente ai fini dell’inclusione degli alunni con disabilità, in base a quanto previsto dalla legge di Bilancio 2021. Si tratta di 10 milioni di euro destinati alla formazione del personale docente non specializzato impegnato nelle classi con alunni con disabilità.

Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta duramente il decreto ministeriale: “Con l’emanazione del decreto sulla formazione obbligatoria sul sostegno, assistiamo all’ennesimo scavalcamento delle prerogative contrattuali“.

Per il sindacalista si tratta di una vera e propria “invasione di campo da parte di un governo al quale, forse, giova ricordare che in tutti gli ambiti lavorativi l’aggiornamento professionale rientra nell’orario di servizio prestato e, dunque, come tale deve essere considerato a livello retributivo“.

Infatti, “escludere le 25 ore di formazione obbligatoria dal monte delle 40 ore delle attività funzionali all’insegnamento e non prevedere alcun esonero significa imporre agli insegnanti di lavorare gratuitamente, è una condizione inaccettabile che appartiene ad epoche lontane in cui vigeva la schiavitù”.

Di Meglio prosegue: “L’unico finanziamento previsto consiste in 10 milioni di euro destinati alla realizzazione dei corsi, cioè all’organizzazione delle attività e alla retribuzione dei formatori. Nulla è stanziato per retribuire l’impegno lavorativo dei docenti”.

Le scuole dovranno compiere uno sforzo per reperire risorse aggiuntive dal Fondo di istituto oppure dovranno utilizzare l’orario destinato alle riunioni collegiali. Se in qualche scuola si tentasse di ricorrere al ‘volontariato obbligatorio’, – conclude Di Meglio – intraprenderemo azioni legali per ottenere la retribuzione che spetta di diritto”.

Gli interventi relativi alla formazione del personale docente, ricordiamo, si articolano in unità formative, con un impegno complessivo pari a 25 ore, che potrà essere sviluppata in:

a. formazione in presenza e/o a distanza,
b. sperimentazione didattica documentata e ricerca/azione,
c. lavoro in rete,
d. approfondimento personale e collegiale,
e. documentazione e forme di restituzione/rendicontazione,
f. progettazione.

Il decreto rimarca che per ciascuna unità formativa sarà necessario garantire un minimo di 17 ore di formazione in presenza e/o a distanza (punto a) e 8 ore di approfondimenti, con le modalità di cui ai punti da b) a f).

Decreto 188 del 21 giugno 2021

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