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Formazione insegnanti, cosa cambia: dagli incentivi economici fino al docente esperto. Le nostre FAQ

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La legge 76/2022 e il decreto aiuti bis forniscono un nuovo panorama relativo alla formazione dei docenti: la prima struttura il nuovo percorso di formazione iniziale e formazione in servizio per gli insegnanti. Il secondo fissa i criteri per quanto riguarda il docente esperto, già previsto proprio dalla nuova riforma della scuola. Ecco le FAQ a cura della redazione di Orizzonte Scuola.

Formazione incentivata

La nuova formazione riguarderà tutti i docenti neoassunti obbligatoriamente e i docenti già di ruolo ma su base volontaria.

Quanti docenti saranno coinvolti?

Secondo le stime del Ministero dell’Istruzione, i docenti che chiederanno potenzialmente di partecipare a questi corsi si aggirano intorno ai 280 mila (circa 34mila per la scuola dell’Infanzia, 93mila per la scuola primaria, 58mila per la secondaria di I grado e 94mila per le superiori).

Chi organizzerà i corsi?

Sarà costituita una “Scuola di Alta formazione” nella quale confluiranno il lavoro di Invalsi e Indire e avrà il compito di: promuovere e coordinare la formazione in servizio dei docenti di ruolo, “in coerenza e continuità con la formazione iniziale nel rispetto dei principi del pluralismo e dell’autonomia didattica del docente”. Avrà anche il compito di assegnare gli accreditamenti agli enti che erogheranno i corsi.

Quali saranno gli argomenti della formazione?

  1. approfondimento dei contenuti specifici della disciplina di insegnamento;
  2. strumenti e tecniche di progettazione-partecipazione a bandi nazionali ed europei;
  3. governance della scuola: teoria e pratica;
  4. leadership educativa;
  5. staff e figure di sistema: formazione tecnico metodologica, socio-relazionale, strategica;
  6. l’inclusione scolastica nella classe con alunni disabili;
  7. continuità e strategie di orientamento formativo e lavorativo;
  8. potenziamento delle competenze in ordine alla valutazione degli alunni;
  9. profili applicativi del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche;
  10. tecniche della didattica digitale.

Quali le competenze degli organi collegiali?

Nell’ambito delle prerogative dei propri organi collegiali, ogni autonomia scolastica individua le figure necessarie ai bisogni di innovazione previsti nel Piano triennale dell’offerta formativa, nel Rapporto di autovalutazione e nel Piano di miglioramento della offerta formativa.

Quanto dureranno e come si articoleranno i corsi?

I corsi consteranno di un impegno variabile15 ore per la scuola dell’infanzia e primaria e 30 ore per la scuola secondaria di primo e secondo grado, oltre a ore da dedicare ad attività di progettazione, mentoring, tutoring e coaching a supporto degli studenti nel raggiungimento di obiettivi scolastici specifici e di sperimentazione di nuove modalità didattiche. I corsi avranno durate triennale.

Chi sarà premiato?

L’assegnazione del premio avverrà a seguito della valutazione del Comitato di valutazione delle scuole che determina i criteri, tra i quali l’innovatività delle metodologie e dei linguaggi didattici, la qualità e l’efficacia della progettazione didattica, la capacità di inclusione, per rendere il riconoscimento dell’elemento retributivo una tantum di carattere accessorio.

A quanto ammonta il premio

Chi sarà valutato positivamente avrà un elemento retributivo “una tantum” di carattere accessorio, non inferiore al 10% e non superiore al 20% del trattamento stipendiale in godimento, nei limiti delle risorse disponibili.

Quando saranno erogati i premi?

I premi saranno erogati a termine dei tre anni di formazione. La prima erogazione avverrà nel 2027 per i docenti che avranno volontariamente aderito ai corsi che partiranno nel 2023/24.

Come saranno reperiti i fondi per premiare i docenti più formati?

I fondi saranno reperiti da tagli agli organici in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Ecco la tabella che li riassume.

Nonché dal taglio di 2milioni di euro l’anno dalla carta del docente dal 2025 in poi.

Docente esperto

La novità del docente esperto è contenuta nel DL aiuti BIS e riguarderà soltanto gli insegnanti di ruolo.

Quali docenti saranno considerati “esperti”?

Si legge nel Decreto aiuti BIS che i “docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili possono accedere alla qualifica di docente esperto”

In tutta Italia i docenti esperti non potranno superare le 8 mila unità per ciascuno degli anni 2032/2033, 2033/2034, 2034/2035 e 2035/2036.

Quali criteri per valutare un docente come esperto?

Con apposito decreto del Ministero dell’istruzione di concerto con il MEF sono precisate le modalità di valutazione per l’accesso alla qualifica di docente esperto. Alla contrattazione collettiva è rimessa la definizione dei criteri in base ai quali si selezionano i docenti cui riconoscere la qualifica di docente esperto.

In sede di prima applicazione, nelle more dell’aggiornamento contrattuale, si applicano i seguenti criteri di valutazione e selezione

  1. media del punteggio ottenuto nei tre cicli formativi consecutivi per i quali si è ricevuta una valutazione positiva;
  2. in caso di parità di punteggio diventa prevalente la permanenza come docente di ruolo nella istituzione scolastica presso la quale si è svolta la valutazione e, in subordine, l’esperienza professionale maturata nel corso dell’intera carriera, i titoli di studio posseduti e, ove necessario, i voti con cui sono stati conseguiti detti titoli.

Quanto guadagnerà il docente esperto?

La qualifica darà diritto ad un assegno annuale ad personam di importo pari a 5.650 euro che si somma al trattamento stipendiale in godimento. L’integrazione mensile prevista si aggira intorno ai 450 euro per questi insegnanti. Si tratta, dunque, del 15 % circa in più. Ai docenti che accedono alla qualifica di “docente esperto” per il primo anno scolastico, limitatamente al periodo settembre-dicembre, viene riconosciuto un importo pari ai 4 dodicesimi dell’assegno annuale di 5.650 euro.

Quali obblighi avrò?

Il docente qualificato esperto è tenuto a rimanere nella istituzione scolastica per almeno il triennio successivo al conseguimento di suddetta qualifica

Dovrò svolgere altre funzioni?

I docenti esperti non dovranno svolgere mansioni aggiuntive rispetto al normale insegnamento.

LEGGE 76/2022

DECRETO AIUTI BIS

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