Diventare insegnanti, per scuola secondaria non c’è più tirocinio. Anief: corso annuale durante supplenza e poi ruolo

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Anief – A Roma ha avuto luogo il convegno nazionale “Formazione iniziale degli insegnanti: scorciatoie o qualità?”: nel corso dello stesso è stata criticata l’eliminazione del tirocinio attuata dalla revisione del Decreto legislativo n. 59/2017.

Quanto emerso dal convegno

Qualche giorno fa si è tenuto a Roma il convegno nazionale “Formazione iniziale degli insegnanti: scorciatoie o qualità?”: sono intervenuti il senatore Mario Pittoni (Lega), presidente della VII Commissione del Senato, l’on. Flavia Piccoli Nardelli (PD), componente della VII Commissione della Camera, e le senatrici Loredana Russo (M5S) e Giulia Latini (Lega). Durante l’incontro è stata criticata l’eliminazione del tirocinio attuata dalla revisione del Decreto legislativo n. 59/2017 decisa dal governo giallo-verde con la motivazione di una semplificazione e velocizzazione delle procedure.

In pratica, “nel nuovo testo di legge la formazione iniziale si riduce a pochi esami da sostenere durante i percorsi di laurea disciplinare: 24 crediti formativi universitari (CFU), senza alcun tirocinio accompagnato da docenti esperti della scuola. Il contrario di quanto previsto per gli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, che per insegnare seguono un percorso di laurea dedicato all’insegnamento con un consistente e pluriennale tirocinio nelle scuole, accompagnato da docenti esperti in funzione di tutor”. Anche il mondo accademico ha affermato che “questa situazione non è accettabile e va tempestivamente modificata”.

Inoltre, “durante il convegno è stata presentata una proposta concreta che intende ripristinare una condizione minima di qualità per formare insegnanti della scuola secondaria: un percorso di un anno e 60 CFU con il ripristino del tirocinio e della collaborazione fra scuola e università. I politici intervenuti si sono detti disponibili a prendere in considerazione in sede legislativa le proposte emerse nel Convegno”.

Il parere dell’Anief

Anief non è d’accordo con l’eliminazione e concorda con chi l’ha fortemente criticata; inoltre, in occasione della presentazione di una serie di emendamenti al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586, ha individuato delle proposte anche riguardanti la formazione del docente, prevedendo invece proprio la frequenza di un corso annuale. Infatti, il sindacato ha proposto, dopo il comma 16, di inserire: “Con decreto di natura regolamentare, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dispone i nuovi accessi ai percorsi di formazione iniziale e reclutamento apportando le specifiche modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59 come modificato dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145, nel rispetto dei seguenti principi: l’accesso a un numero programmato ordinario annuale rispetto ai posti vacanti e disponibili l’anno scolastico successivo di almeno diecimila unità, la frequenza di un corso annuale universitario durante il quale svolgere anche attività di tirocinio retribuito nella qualità di supplente a tempo determinato e al termine del quale poter essere confermato, in caso di valutazione finale positiva, nei ruoli.

Queste proposte sono state maturate dal sindacato poiché l’assenza di procedure abilitanti attivate con regolarità ritarda l’accesso alla carriera e alimenta il numero di supplenti. Alla questione del precariato, poi, si aggiunge quella anagrafica: l’età dei docenti italiani è la più alta fra quella dei paesi OCSE. Questi dati evidenziano che bisogna snellire le procedure di accesso al mondo della scuola e avviare nuovi percorsi di formazione iniziale per contenere il numero di supplenti, facilitare l’accesso alla carriera scolastica e invertire le graduatorie internazionali sull’anzianità dei docenti.

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