Formazione docenti, rinnovo contratto: obbligatoria, non retribuita e fuori dall’orario di lavoro

di Anselmo Penna
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Sarebbero queste le proposte che giungeranno ai sindacati in sede di rinnovo contrattuale dei docenti. Una proposta peggiorativa rispetto quanto previsto nel vecchio contratto.

OBBLIGATORIA

Obbligatoria sì o no? Questo è stato il dilemma che fino ad oggi ha riguardato il dibattito sulla formazione obbligatoria. La risposta è stata no, perché nel contratto da rinnovare non si parla di formazione obbligatoria e se di obbligatorietà si è potuto parlare essa ha un significato etico. Con le proposte che giungeranno ai sindacati in occasione del rinnovo del contratto, la formazione potrebbe diventare obbligatoria e i docenti saranno costretti a dimostrare di essersi costantemente aggiornati. Si tratterebbe di una proposta alla quale, secondo lo scrivente, sarebbe anacronistico e  non etietico sottrarsi, se non fosse per gli altri due punti che accompagnano la proposta.

FUORI DALL’ORARIO DI LAVORO

A differenza che negli altri comparti, la proposta per i docenti sarà di una formazione che avvenga al di fuori dell’orario di lavoro. Il che si traduce in un aumento delle ore lavorative che non saranno retribuite.

NON RETRIBUITA

Se è vero che i docenti sono stati dotati di un portafoglio di 500 euro da spendere annualmente per la formazione, è vero che questi fondi servono per l’acquisto dei corsi e non certo per retribuire le ore spese ad aggiornarsi.

DISPARITA’ DI TRATTAMENTO

Se l’impianto sarà presentato così come da noi anticipato, si prefigurerebbe una pesante disparità di trattamento rispetto ad altri comparti della pubblica amministrazione la cui necessità di aggiornamento non incide sulla quantità di ore lavorative.

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