Formazione docenti, riforma: fino a 30 ore in più e “premiati” una tantum. Ma non tutti e primi soldi nel 2027

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Il Ministero fa un passo indietro rispetto ad una prima stesura della bozza di riforma che legava gli scatti stipendiali alla formazione dei docenti. Si pagheranno solo le ore svolte in più, una tantum e solo ai “promossi”.

Una dovuta premessa

Il testo del Decreto varato ieri dal CdM contiene due tipologie di percorsi formativi.

Uno che si svolgerà nell’ambito dell’orario di lavoro e che riguarderà le competenze digitali. Una formazione legata alla legge 107 “La Buona Scuola”, che ne introduce “l’obbligatorietà”.

Un altro, invece, che è nuovo nell’impianto e prevede un legame ad “incentivi” salariali per i docenti. Ci concentreremo su questa seconda tipologia.

Chi si occuperà della formazione?

I percorsi formativi saranno definiti da una “Scuola di alta formazione” gestita da Invalsi e Indire. I compiti riguarderanno anche:

  • accreditamento degli enti
  • adozione delle linee di indirizzo sui contenuti
  • formazione iniziale docenti

Chi potrà partecipare?

L’adesione a questi corsi di durata triennale sarà obbligatoria per i neoassunti e volontaria per i docenti già di ruolo.

Quando ci si formerà?

I percorsi formativi triennali saranno svolti in ore aggiuntive rispetto all’orario settimanale dei docenti: 15 ore in più annue per Infanzia e Primaria, 30 ore in più per i docenti delle secondarie.

Su quali argomenti?

I contenuti dei percorsi formativi “incentivanti”, riguarderanno:

  1. aggiornamento delle competenze pedagogiche, metodologiche e tecnologie didattiche
  2. contributo al miglioramento dell’offerta formativa
  3. contenuti riguardanti i seguenti argomenti: approfondimento dei contenuti specifici della disciplina di insegnamento; strumenti e tecniche di progettazione-partecipazione a bandi nazionali ed europei; governance della scuola: teoria e pratica; leadership educativa; staff e figure di sistema: formazione tecnico metodologica, socio-relazionale, strategica; l’inclusione scolastica nella classe con alunni disabili; continuità e strategie di orientamento formativo e lavorativo; potenziamento delle competenze in ordine alla valutazione degli alunni; profili applicativi del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche; tecniche della didattica digitale.

Chi otterrà gli incentivi economici?

Non tutti coloro che parteciperanno ai corsi di formazione. Il Decreto approvato prevede che sia soltanto il 50% dei partecipanti.

I soldi in più nello stipendio saranno dati al docente dopo 3 anni e dopo aver superato prove intermedie e finali.

I fondi per gli incentivi saranno due e non cumulabili:

  1. fondo d’istituto
  2. soldi stanziati dal Ministero e contrattati con i sindacati.

Attività di progettazione, mentoring e coaching

I premi stipendiali ai docenti non incentiveranno soltanto l’attività di formazione triennale, ma anche altre attività legate al funzionamento delle attività didattiche dell’istituzione scolastica. Attività di progettazione, mentoring e coaching saranno parte integrante del percorso formativo e dovranno essere svolte in aggiunta rispetto alle 15 ore di formazione per Infanzia/Primaria o le 30 per le secondarie.

Chi valuterà i “meritevoli”?

Secondo quanto contenuto nel testo del Decreto, il riconoscimento dell’incentivazione salariale è deciso dal comitato per la valutazione. Quindi, delegato alle scuole.

Quando partirà questo sistema?

Il sistema di formazione legato agli incentivi salariali partirà, salvo modifiche in Parlamento, dal 2023/24. Considerando i tre anni obbligatori di formazione e attività ad integrazione, i primi premi ai docenti non arriveranno prima del 2027.

A quanto ammonteranno i premi salariali?

Nella bozza non viene data alcuna indicazione. Si legge soltanto di una valutazione “forfettaria” dell’impegno dei docenti. Non viene data alcuna indicazione su quanto utilizzare del fondo d’istituto o di quanto il Ministero stanzierà per il pagamento del lavoro svolto.

Si tratta di una riforma definitiva?

Ricordiamo ai lettori che quanto approvato ieri dal CdM è un Decreto Legge che dovrà affrontare un percorso parlamentare. Pertanto i contenuti, a fine percorso, potrebbero subire delle modifiche anche sostanziali.

Scarica il testo del Decreto

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