Formazione docenti: miglioramenti grazie ai 500 euro di bonus, fondi europei e piattaforma Sofia

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Gli insegnanti italiani stanno facendo passi avanti sul piano della formazione. La fotografia dell’Ocse in cui i docenti del Bel Paese sono i meno formati diventerà presto sbiadita. I progressi registrati sono merito delle innovazioni economiche e tecnologiche.

E’ quanto scrive il Sole24Ore secondo il quale il merito di tale progresso è da ricercare nel bonus di 500 euro (la famosa Card) per un totale di 380 milioni che rappresenta il piatto più forte dei 490 milioni annui spesi complessivamente, comprensivi dei fondi europei.

L’anno di svolta nella formazione dei docenti è stato il 2016, quando il Ministero ha messo a punto il piano triennale, indicando anche le priorità nazionali nell’offerta rivolta ai docenti con l’obiettivo di far ricadere gli effetti positivi sugli studenti e sulla scuola.

Un altro impulso positivo è poi arrivato dalla legge 107 che ha previsto lo stanziamento di 40 milioni di euro dedicati alla formazione trasversale (30 milioni) e alla tecnologia digitale (10 milioni). Il resto dell’investimento pari a 70 milioni è arrivato dai fondi europei, per il tramite dei Pon. 

Proprio sotto l’aspetto digitale, vale a dire quello tecnologico, i progressi nella formazione dei docenti sono testimoniati dalla piattaforma “Sofia”, un portale ministeriale a cui risulta iscritto un insegnante su tre, vale a il 37% (280mila docenti su 740mila).

Tuttavia, anche secondo il quotidiano di Confindustria, è ancora presto per cantare vittoria. Una delle maggiori criticità riguarda proprio il contratto collettivo “Istruzione e ricerca” dove mancano gli istituti contrattuali per disciplinare l’impegno orario della formazione dei docenti.

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