Formazione docenti di ruolo: il “mito” delle 25 ore obbligatorie ad anno. Come acquisire i CFU dell’Unità Formativa

di redazione
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La redazione di OrizzonteScuola è intervenuta più volte sulla tematica della formazione obbligatoria per il personale docente di ruolo delle scuole statali.

La domanda che giornalmente riceviamo, ma che sappiamo essere al centro del dibattito nelle sale docenti è “quante ore di aggiornamento deve fare un docente sia annualmente che nell’arco del triennio?”

Diciamo innanzitutto che “L’obbligatorietà della formazione non aderisce automaticamente ad un obbligo orario da svolgere. Il Piano Nazionale non fornisce alcun riferimento a un monte orario stabilito e valevole indistintamente per tutti. Ciononostante è nella libertà del Collegio dei docenti fissarlo ai fini dello svolgimento delle attività formative, previste dal singolo piano di formazione a livello di istituzione scolastica; questo non significa che l’obbligatorietà diventi tale, nell’accezione di quota oraria annuale da assolvere per ciascun docente, piuttosto è essenziale stabilire che le attività formative del Piano comprendono anche quelle derivanti dalle libere scelte dei docenti. ” Ne abbiamo parlato in maniera approfondito nell’articolo della Prof.ssa Pitino

Formazione docenti: nessun monte ore obbligatorio. Collegio dei docenti è libero di fissarlo

Vi era stata, in effetti, una proposta del Miur

di rendere obbligatorie cinque unità formative da 25 ore per un totale di 125 ore nel triennio. In seguito ad un incontro con le organizzazioni sindacali tale proposte è stata ritirata ed essa non è più presente nel Piano Nazionale di Formazione in cui invece è presente l’Unità Formativa.

Per definire l’Unità Formativa – spiega la FLCGIL – il Piano fa riferimenti ai CFU universitari, ma se è vero che un CFU vale 25 ore di impegno, non è vero invece che ci sia una disposizione che obbliga le scuole ad utilizzare tale quantificazione oraria.

Ogni unità può essere costituita da una pluralità di attività :

  • formazione in presenza e a distanza,
  • sperimentazione didattica documentata e ricerca/azione,
  • lavoro in rete,
  • approfondimento personale e collegiale,
  • documentazione e forme di restituzione/rendicontazione, con ricaduta nella scuola,
  • progettazione .

Pertanto la formazione in presenza o a distanza è solo una parte dell’Unità Formativa.

I Piani triennali devono garantire ai docenti almeno una Unità Formativa per ogni anno scolastico, diversamente modulabile nel triennio.

Tali unità formative possono essere

  • promosse direttamente dall’istituzione scolastica o dalla rete che organizza la formazione
  • associate alle scelte personali del docente .

Nel primo caso le Unità formative sono automaticamente riconosciute in quanto le istituzioni scolastiche sono tenute ad organizzare percorsi coerenti con il Piano di Miglioramento e con il POF triennale.

Nel secondo caso i percorsi realizzati autonomamente necessitano di un riconoscimento della coerenza effettuata dal collegio dei docenti che ha deliberato il Piano di formazione.

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