Formazione docenti 2016-19: chi fa che cosa. Dal Piano di Rete a quello della singola Scuola

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L’USR Lazio ha pubblicato una nota, tramite la quale fornisce indicazioni al relativamente al Piano per la formazione dei docenti 2016/19.

Le indicazioni del citato USR, rifacendosi al Piano Nazionale, possono essere utili anche alle altre scuole del territorio nazionale.

I riferimenti normativi sono:la legge 107/2015, il D.M. n. 797 del 19 ottobre 2016, in corso di registrazione, con il quale è stato adottato il Piano per la formazione dei docenti 2016-2019, e le note ministeriali n. 2915 del 15 settembre 2016 e n. 3373 del 1 dicembre 2016.

Dalla nota, come abbiamo già avuto modo di riferire, si evince che la formazione dei docenti sarà di competenza delle Reti di Ambito, eventualmente delle Reti di Scopo, e delle singole istituzioni scolastiche.

Le Reti di Ambito procedono alla progettazione e all’organizzazione della formazione dei docenti e del personale sulla base delle singole esigenze delle istituzioni scolastiche.

La Scuola Polo avrà l’onere di coordinare l’organizzazione delle attività formative del proprio ambito territoriale, al fine di giungere alla definizione di un Piano di formazione di ambito territoriale.

La progettazione delle attività formative da parte della Rete deve tener conto delle iniziative che le scuole del proprio territorio svolgono sia in relazione ad iniziative autonome che in relazione a progetti.
nazionali.

Qualora si dovessero manifestare particolari esigenze formative in una determinata scuola, che non possono essere soddisfatte dalle attività della Rete, è possibile l’assegnazione di fondi anche a singole scuole che possono pertanto procedere a soddisfare l’esigenza formativa in questione autonomamente. In tal caso, una quota delle risorse assegnate alla Rete sarà destinata alla scuola che dovrà provvedere a soddisfare l’esigenza in essa manifestatasi e non soddisfatta dalla progettazione della Rete.

Alla rete di Ambito potrà affiancarsi la Rete di Scopo per particolari iniziative rispondenti a specifiche tematiche o rivolte a categorie di destinatari (neoassunti, ATA, dirigenti, figure intermedie, docenti di diversi
settori disciplinari, ecc.).

Le singole Scuole, da parte loro, devono incardinare le attività formative della Rete all’interno del Piano Triennale per l’Offerta Formativa, predisponendo, a loro volta, un Piano per la formazione del personale scolastico per il triennio.

Le attività formative delle singole scuole, leggiamo ancora nella citata nota, devono:

essere coerenti con le finalità e gli obiettivi posti nel Piano Triennale per l’Offerta Formativa;

innestarsi su quanto emerge dal Rapporto di Autovalutazione (RAV) in termini dipriorità e di obiettivi di processo;

tenere conto delle azioni individuate nei Piani di Miglioramento;

essere coerenti con le priorità dei piani nazionali, assicurando la partecipazione dei docenti alle attività nelle modalità indicate dai diversi piani nazionali.

Il Piano di formazione delle scuole, inoltre, deve contenere la previsione delle attività formative rivolte al personale, anche in forma differenziata, cioè distinguendo tra:

insegnanti impegnati in innovazioni curricolari ed organizzative, prefigurate dall’Istituto, anche in relazione all’implementazione della legge 107/2015, come alternanza scuola-lavoro, flessibilità didattica, potenziamento dell’offerta formativa, funzionamento del comitato di valutazione, ecc.

gruppi di miglioramento, impegnati nelle azioni conseguenti al RAV e al Piano di Miglioramento;

docenti coinvolti nei processi di digitalizzazione e innovazione metodologica, nel quadro delle azioni definite nel PNSD;

docenti neoassunti in relazione ai processi interni di accoglienza e prima professionalizzazione;

altro personale, insegnanti e non, da coinvolgere in azioni formative strategiche in coerenza con le indicazioni attuative del Piano;

consigli di classe, docenti e personale nei processi di inclusione e integrazione.

In tal modo, la formazione seguirà un percorso logico e coerente all’obiettivo principe, ossia il miglioramento dell’offerta formativa, partendo dal feedback dei dati del RAV e dalle azioni previste nei Piani di Miglioramento, e  disponendo di uno strumento che consente una connessione ed un allineamento tra lo sviluppo e il miglioramento della scuola e lo sviluppo professionale del personale docente.

I Piani di formazione delle Reti e delle Scuole, si conclude nella nota, devono essere coerenti con le prirità nazionali:

1. Autonomia organizzativa e didattica;

2. Didattica per competenze, innovazione metodologica e competenze di base.

3. Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;

4. Competenze di lingua straniera;

5. Inclusione e disabilità;

6. Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile globale

7. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale

8. Scuola e Lavoro;

9. Valutazione e miglioramento; Il coinvolgimento di tutta la  comunità scolastica.

nota USR Lazio

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