Formazione delle classi: previsione di spesa e responsabilità dei DS

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 Red – L’AT di Mantova ha emanato la circolare n. 931 del 21 febbraio sulla costituzione dell’organico delle scuole dopo la chiusura della procedura di iscrizione.

 Red – L’AT di Mantova ha emanato la circolare n. 931 del 21 febbraio sulla costituzione dell’organico delle scuole dopo la chiusura della procedura di iscrizione.

Sulla base delle indicazioni operative della circolare USR 1797 del 24 febbraio 2012 e di quella n° 1545 del 15 febbraio 2011, ciascun dirigente scolastico dovrà chiedere il numero di classi che potranno essere attivate nell’a.s. 2013-14 in base alle domande di iscrizione accoglibili, tenuto conto dei criteri deliberati dai consigli di istituto.
 
Tale accoglimento dipenderà dal numero di aule presenti nell’istituto e dalle risorse relative agli organici: infatti, come da nota 1632 del 17 febbraio 2011 dell’USR,“nelle more della quantificazione dell’organico di diritto per l’a.s. 2013-14, si sottolinea l’opportunità di non superare il numero di classi prime attivate lo scorso anno scolastico". 
 
Si suggerisce inoltre di formare classi equilibrate numericamente, evitando di "accogliere istanze di iscrizione che possano comportare la costituzione di classi con numeri di alunni superiori a quelli previsti dalla normativa vigente”, che è il DPR n° 81 del 20 marzo 2009, che fissa criteri e parametri, mentre il suggerimento deriva dalla circolare n° 25 del 29 marzo 2012 dell’a.s. scorso.
 
Cosa prevede il DPR n.81? 
 
Il DPR non consente deroghe in materia di formazione delle classi per problematiche legate all’edilizia e alla capienza delle aule, regolamentate da altra e diversa normativa (D.I. 1975 e L.n.23) che prevede interventi a carico degli Enti locali competenti – province per le scuole del secondo ciclo.
 
Quindi i dirigenti scolastici non possono chiedere, in base alla nota USR Lombardia – n° 20148 del 21 dicembre 2010, di attivare classi per un numero di alunni inferiore a quelli previsti dal DPR 81: per cui l’USR richiama la diretta responsabilità del dirigente scolastico al fine di non creare condizioni che rendano difficoltosa l’applicazione della citata normativa. 
 
Inoltre la circolare USR-Regione Lombardia n° 217 del 2012 per l’a.s. 2012-13, ribadisce la necessità di determinare a monte il numero massimo di iscrizioni accoglibili, tenuto conto dei criteri deliberati dai consigli di istituto.
 
Il DPR 81 non consente poi di derogare in materia di formazione delle classi prime con un numero di alunni inferiore ai parametri numerici fissati neppure in presenza di alunni disabili in quanto l’istituzione delle predette classi deve in ogni caso far conseguire le economie previste nei tempi e nelle misure di cui all’art. 64, comma 6, del decreto legge 25 giugno 2008 n° 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n° 133 (art. 5, comma 4, DPR 81).
 
Quindi nessun abbassamento del numero degli alunni in classe anche in presenza di studenti disabili per conseguire i risparmi prefissati dal decreto legge 112 e 133 del 2008 e pertanto il numero delle classi iniziali deve essere calcolato sul totale degli iscritti e sulla previsione dei bocciati, non sul residuo degli iscritti dopo aver costituito la classe da 20 per ogni alunno disabile. 
Le singole problematiche degli alunni con disabilità verranno valutate in sede di assegnazione di organico di fatto di sostegno.
 
La circolare continua spiegando che "la previsione del numero di classi prime si fonda sul numero di alunni regolarmente iscritti alle classi prime, dei probabili “bocciati” e della serie storica di scostamento tra il numero di alunni effettivamente frequentanti all’inizio delle lezioni rispetto al numero delle iscrizioni. Detta stima, che coinvolge direttamente e pienamente la responsabilità dirigenziale, andrà comunque valutata da questo Ufficio che verificherà la sussistenza delle condizioni per attivare le classi nel numero richiesto."
Pertanto le classi prime devono essere formate anche sulla base dello storico tra gli iscritti in preiscrizione a febbraio e gli effettivi frequentanti a settembre, cioè chi poi si iscrive effettivamente a giugno, questo effettivamente aumenterebbe il numero dell’organico di diritto a discapito di quello di fatto. 
 
La circolare ricorda poi " che, come da Regolamento – art.16, il numero delle classi prime va inizialmente calcolato sul totale degli alunni delle classi prime della scuola (separatamente tra liceo o ITC) e solo successivamente, nel limite di tale numero, è possibile attribuire le classi a ciascun indirizzo di studio. – v. anche CM 25/2012 sugli organici nella sezione istruzione secondaria di II grado. " Pertanto il numero delle classi prime va autorizzato complessivamente e non per singolo indirizzo presente nella scuola: la divisione in indirizzi verrà fatta successivamente.
 
La circolare ricorda che i dati che arrivano dalle scuole sugli organici sono controllati e monitorati perchè "costituiranno la base della previsione delle classi e della conseguente dotazione organica che verrà assegnata dalla direzione regionale sulla quale si svolgeranno tutte le operazioni concernenti i docenti di ruolo, dai movimenti alle eventuali assunzioni a tempo indeterminato."
 
Si deve poi evitare che ci sia incoerenza tra i dati statistici inerenti ai bocciati, alla dispersione scolastica e al ritiro degli alunni,questi ultimi non possono nè essere sottostimati nè ignorati, soprattutto nelle classi intermedie, altrimenti "potrebbe determinarsi una differenza tra organico previsionale ed organico reale, con dannose conseguenze per studenti e docenti stessi, oltre che il rischio di un incremento degli oneri a carico dell’erario statale."
 
Infine la circolare richiama la normativa sulla responsabilità della dirigenza sulla formazione delle classi, in particolare: 
 
DPR 81/2009, art.2, comma 6: I dirigenti dell’Amministrazione scolastica e i dirigenti scolastici sono responsabili del rispetto dei criteri e dei parametri relativi alla formazione delle classi (per istituti 2° grado v.art.16 e 17).
    
L.133/2008, art.64 , comma 5: I dirigenti del MIUR, compresi di dirigenti scolastici coinvolti nel processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, verificato e valutato sulla base delle vigenti disposizioni anche contrattuali, comporta l’applicazione delle misure connesse alla responsabilità dirigenziale prevista dalla vigente normativa (cfr. art.17 Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n° 165, aggiornato con decreto legislativo n° 150/2009).

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