Formazione CLIL docenti primo ciclo: Il MI spinge per la sperimentazione ma i sindacati frenano: “Aspettiamo il nuovo Governo”

Stampa

L’amministrazione spinge per avviare il prima possibile la sperimentazione della formazione per docenti del primo ciclo sulla metodologie CLIL ma i sindacati frenano e invitano ad aspettare la formazione del nuovo Governo.

Si è svolto l’11 febbraio l’incontro fra sindacati e Ministero sulla bozza di decreto con il quale riprendere i percorsi di formazione per l’insegnamento in modalità CLIL. Da Viale Trastevere hanno dato l’ok per introdurre la novità, ovvero la possibilità di sperimentare corsi di formazione specifici per i docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado per l’insegnamento del CLIL, inteso come metodologia per l’apprendimento delle lingue. L’adesione ai corsi naturalmente non è obbligatoria, ma lasciata alla decisione volontaria dei docenti. Per questi corsi di formazione saranno utilizzate le risorse che il CCNI sulla formazione ha destinato alle scuole polo.

Tutte le OO.SS. hanno evidenziato la necessità di affrontare la questione con maggiore tranquillità e con tempi più distesi anche di fronte alla crisi di governo in corso, dalla quale potranno uscire indicazioni nuove in merito al settore dell’istruzione, si legge su un comunicato diffuso dalla Gilda degli insegnanti.

L’amministrazione ha manifestato l’intenzione di mettere in cantiere il provvedimento, limitandolo alle scuole superiori nelle quali il CLIL è a ordinamento; mentre per il primo ciclo sarebbe necessario un ulteriore approfondimento, limitandolo comunque alle sole scuole che ne facciano richiesta.

L’Amministrazione ha tratteggiato un quadro critico rispetto allo stato dell’apprendimento delle lingue nel nostro Paese introducendo aspetti di preoccupazione soprattutto per il settore della secondaria di secondo grado dove il CLIL è ad ordinamento e attuato da alcuni anni.

L’amministrazione si è anche spinta a immaginare una modellizzazione della carriera dei docenti che, se in possesso di competenze CLIL potrebbero essere gratificati. La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha ricordato che esiste un CCNL che deve essere rispettato, soprattutto in materia di formazione.

La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha invitato l’amministrazione a soprassedere rispetto al decreto direttoriale perché il CLIL nel primo ciclo dovrebbe essere oggetto di una vera riforma degli ordinamenti che garantisca pari opportunità e dignità a tutti gli allievi e non, come spesso accade, limitata a istituzioni scolastiche che si vogliono distinguere come scuole “dell’innovazione”.

In merito alla situazione CLIL nella secondaria di secondo grado la delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha ribadito con forza che il CLIL funziona solo sulla carta, sempre con le eccezioni di alcune scuole d’élite, e che è necessario, dopo la riforma Gelmini che lo ha introdotto come metodologia ordinamentale, prevedere laicamente un monitoraggio del suo funzionamento e dei suoi effetti. Si tratta quindi di una riforma fatta sulla carta che promette obiettivi di apprendimento che l’organizzazione scolastica non è in grado di dare.

In generale la delegazione ha ribadito che sia semplicemente inutile continuare a parlare di metodologie didattiche CLIL laddove mancano i fondamenti della lingua straniera. Una vera formazione deve ripartire da corsi dedicati di lingua, e non solo di lingua inglese, per i docenti per poi approcciare la metodologia CLIL (ricordiamo che si prevederebbe per legge una conoscenza di livello C1 per i docenti coinvolti, una cosa praticamente impossibile con le risorse attuali).

L’Amministrazione ha accolto la proposta delle OOSS di attendere la definizione del nuovo governo e ha chiesto di inviare eventuali osservazioni nel merito, riservandosi di convocare un incontro per definire il testo del decreto direttoriale la prossima settimana.

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur