Fondi UE per miglioramento istruzione e competenze rischiano di tornare indietro

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red – Tagli agli organici, spending rewiev (cioè tagli), ritocco (al ribasso) dei fondi d’istituto che rischia di compromettere l’offerta didattica, precari a casa senza lavoro: questo è il quadro che ogni giorno siamo costretti a delineare per la scuola italiana. E nel frattempo si scopre, grazie ad un comunicato di Federdistribuzione che dei 60 miliardi di euro di fondi UE assegnati all’Italia ne sono stati spesi il 25% e se entro il 2012 non ne sarà speso il 35% si dovrà tornare indietro quanto non speso.

red – Tagli agli organici, spending rewiev (cioè tagli), ritocco (al ribasso) dei fondi d’istituto che rischia di compromettere l’offerta didattica, precari a casa senza lavoro: questo è il quadro che ogni giorno siamo costretti a delineare per la scuola italiana. E nel frattempo si scopre, grazie ad un comunicato di Federdistribuzione che dei 60 miliardi di euro di fondi UE assegnati all’Italia ne sono stati spesi il 25% e se entro il 2012 non ne sarà speso il 35% si dovrà tornare indietro quanto non speso.

I fondi sono stati assegnati nel 2007 e si tratta di contributi a fondi perduto per Regioni, Province e Comuni. Lo scopo è di potenziare le infrastrutture di trasporto, promuovere l’innovazione e l’imprenditoria, ma anche investire nel capitale umano migliorando istruzione e competenze, nonchè migliorare l’accessibilità alla società dell’informazione".

Fondi che rischiano di tornare al mittente. Non solo, anche quando si riuscisse a spendere il 35% del totale, bisognerà poi completare l’utilizzo dei fondi in un solo anno. "Inoltre – conclude la nota di Federdistribuzione – fra qualche mese partiranno a Bruxelles i lavori per finanziare il periodo 2014-2010 ed è probabile che i Paesi che non avranno speso tutta la loro dote subiranno un taglio dei fondi disponibili".

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