Fondi PNRR dispersione scolastica, Ancodis: nella scuola dell’inclusione c’è il ministero “dell’esclusione”!

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Ancodis – Non ci sono parole! E’ di questi giorni la comunicazione che il ministero ha trasmesso alle scuole in merito alla ripartizione dei fondi del PNRR destinati al contrasto della dispersione scolastica. Gli analisti e gli operatori della scuola hanno registrato una distribuzione con “pioggia selettiva” che appare davvero iniqua se si considerano le oltre 3000 scuole incluse e le tante “dimenticate”.

In questa calda estate, sono improvvisamente arrivati come inaspettate “precipitazioni temporalesche estive” finanziamenti che hanno lasciato all’asciutto territori purtroppo già “aridi” per loro natura.

Dagli elenchi delle scuole “individuate” – con discutibili criteri logici! – sono rimaste escluse comunità scolastiche che da anni sono impegnate a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica in quartieri e aree geografiche dove portare e tenere gli alunni a scuola è stata ed è una quotidiana impresa!

Gli attenti analisti ministeriali che hanno stabilito le modalità di ripartizione dei fondi hanno probabilmente una conoscenza molto limitata della scuola sul campo se – da quello che leggiamo – diverse scuole che operano nei quartieri più critici delle aree metropolitane o dei territori più deboli sono state ignorate.

“Si tratta di scuole – afferma il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – che operano in territori che conosciamo bene per le tante criticità sociali e economiche e nelle quali il personale scolastico prova in tutti i modi e con le modeste risorse disponibili a dare opportunità agli alunni facendo loro vedere l’orizzonte di un riscatto sociale e culturale con un possibile diverso destino. In questa quotidiana opera di contenimento del disagio non si è mai voluto tenere conto dell’immenso lavoro che il personale a diverso titolo svolge anno dopo anno nel contrasto alle emarginazioni, alla povertà educativa, alla dispersione. E il ministero grato e riconoscente che fa? Le esclude!”

“Non possiamo che prenderne tristemente atto – conclude Cicero – e consolarci con il noto proverbio che ben si addice a chi si è occupato di tale ripartizione: “Predica bene e razzola male. Siete ancora in tempo per cancellare l’iniqua ripartizione. Grazie Signor Ministro!”

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