Fondi alle scuole paritarie, suor Anna Monia Alfieri: “Sforzo positivo da parte del Governo”

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“Il tema dei fondi alle paritarie suscita sempre un interesse inutilmente divisivo, ma si tratta di uno sforzo assolutamente positivo da parte del governo”.

Lo ha detto all’Adnkronos Suor Anna Monia Alfieri, Cavaliere al Merito della Repubblica.

In estrema sintesi, il tema riguarda un primo tentativo di sanare la sussidiarietà al contrario che vede migliaia di studenti disabili iscritti alle scuole pubbliche paritarie, a cui lo Stato ha negato il diritto al docente di sostegno pienamente retribuito – spiega Suor Anna Monia Alfieri – e ancora, seimila scuole dell’Infanzia paritarie che faticosamente sostengono costi per centinaia di migliaia di bambini che sarebbero altrimenti a carico dei contribuenti“.

Sugli studenti disabili ci sono segnali di consapevolezza da parte del Governo. Molto positiva appare la stabilizzazione del contributo per gli allievi disabili. Un passo in avanti verso il superamento della duplice discriminazione che colpisce questi allievi: durante il covid sono stati esclusi dalla dal Dad, 300mila bambini isolati. Un dramma umano e psicologico per loro e le loro famiglie. – prosegue Suor Anna Monia Alfieri – Gli allievi disabili che frequentano la scuola pubblica paritaria sono più di 15mila, allievi che, a causa della grave discriminazione che si consuma in Italia contraddicendo l’art. 3 della Costituzione, devono pagare la retta dopo aver pagato le tasse e il docente di sostegno. Come si possa dichiarare che le scuole paritarie chiedono la retta essendo le scuole dei ricchi per i ricchi è una menzogna irresponsabile. Le scuole paritarie ricevono contributi per allievo (contributi diretti e detrazione del 19% per le famiglie) pari a poco più di 700 euro, quando il Ministero dal 2014 in avanti dichiara ogni anno il valore del costo medio studente“.

Il Governo ha avuto il coraggio di mettersi dalla parte del più debole, stabilizzando la somma che consente ad ogni allievo disabile che frequenta la scuola paritaria di avere un portfolio indiretto (attraverso la scuola) di euro 7mila. Inoltre, nel caso di Regioni virtuose come la Lombardia e il Veneto che stanziano fondi per gli allievi disabili, si riesce ad arrivare a 10mila euro, che costituiscono una parziale ma importante copertura del costo del docente per un allievo disabile non grave. La Repubblica deve rimuovere tutti gli ostacoli, economici in primis in questo caso, che impediscono ai cittadini la piena partecipazione alla vita del Paese. E’ questo lo spirito della Costituzione, dello Stato di Diritto. Dare le medesime opportunità non è un vezzo, ma consente di avere cittadini che si ritrovano a vivere in un Paese più giusto ed inclusivo, che li desidera protagonisti di un nuovo Welfare”.

E’ assolutamente positivo questo ulteriore sforzo del governo che consente a 6.000 scuole dell’infanzia di sopravvivere e ai contribuenti di risparmiare. Infatti, se un allievo costa 7mila euro e le rette pagate dalle famiglie vanno dai 3.000 euro per la scuola dell’infanzia ai 4.500 euro per il liceo, è chiaro che la differenza è coperta dalle scuole che si indebitano e chiudono. Si tratta della chiusura di presìdi di liberà che privano il Paese del pluralismo necessario per avere un sistema scolastico integrato, – evidenzia ancora Suor Anna Monia Alfieri – conditio sine qua non affinché la Scuola diventi il necessario ascensore sociale i danni della chiusura di centinaia di scuole, dall’Infanzia al Liceo, sono evidenti: la scuola statale non può assorbire gli 800mila allievi della scuola paritaria e il covid l’ha ampiamente chiarito agli scettici irresponsabili dominati dall’ideologia; maggiori costi per i contribuenti, considerato che per gli 800 mila studenti vengono destinati 700 euro di tasse dei cittadini; se questi alunni si riversassero nella scuola statale, ai cittadini andrebbero chiesti 9.300 euro per 800mila alunni (considerato che il costo si colloca sui 10mila euro annui per un allievo che frequenta la scuola statale); una scuola sempre più classista, regionalista e discriminatoria; se la scuola paritaria soffre di mancanza di libertà la scuola statale lamenta mancanza di autonomia; il rischio sempre più alto di monopolio educativo, contrario ai principi della Costituzione“.

E ancora, “dal 1999/2000 all’as. 22/23 gli allievi della scuola statale sono diminuiti del 3.4% mentre gli allievi della scuola paritaria del 38.11%. La diminuzione non è pertanto riconducibile alla denatalità, ma alla reale fatica delle famiglie di pagare le tasse e la retta. Eppure sarebbe molto lineare e corretto agire come in Europa: scuola statale e paritaria gratuite per tutti avendo i cittadini già pagato le tasse. Sarebbe molto più economico assegnare un bonus di 5.500 euro alle famiglie da spendere liberamente. La questione è di spendere meglio i soldi dei contribuenti liberandoli dalla morsa dello spreco, della scuola pensata come postificio, come è avvenuto dal 2000, anno della legge sulla parità, ad oggi“.

Quindi, ben vengano quei contributi che riducono la discriminazione economica. Dall’anno 2015 (max) la scuola statale ha «perso» 595.481 alunni (-7,56% dal 2015 e -3,40% dal 2000). Dall’anno 2008 (max) la scuola paritaria ha «perso» 510.931 alunni (-41,03% dal 2008 e -38,11% dal 2000). In 11 anni hanno chiuso 1.542 scuole cattoliche e 127 scuole paritarie gestite da privati. In 11 anni sono stati persi 198.556 allievi nelle scuole cattoliche e 55.889 allievi nelle altre scuole paritarie. – afferma ancora Suor Anna Monia Alfieri – e la compartecipazione ritengo sia importante: i contributi del Miur che da 700 euro potrebbero – e le premesse ci sono tutte – arrivare a 1.200 euro (intervenendo sulla detrazione per le famiglie), i contributi delle Regioni che predispongono dote scuola e voucher: regione Lombardia modula secondo le fasce isee, arrivando a coprire anche 2.000 euro, cosi in Piemonte, in Liguria 600 euro; l’intervento della Cei, cosi come avvenne con le borse di studio di 2000 euro per la classi sociali più svantaggiate“.

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