Fondi alle paritarie per includere alunni disabili, Kaladich: passo importante ma non sufficiente. INTERVISTA

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È in corso a Roma in questi giorni l’assemblea elettiva della Fidae che anima nella capitale un laboratorio vivace di discussione e di progettazione per l’innovazione nella didattica, l’internazionalizzazione, ma anche il contrasto alla povertà educativa e a tutte le forme di disuguaglianza.

Il futuro della scuola inizia oggi: ma la scuola ha un futuro.” Presidente Kaladich, un commento allo slogan di queste giornate.

“Vorrei innanzitutto ricordare le parole di Papa Francesco che ieri mattina, nel ricevere il programma degli eventi, mi ha detto un “Andate avanti” carico di emozione e di fiducia. Gli ho risposto che vogliamo farlo, che vogliamo impegnarci insieme a ‘Costruire laboratori di futuro’ ascoltando i linguaggi dei giovani, dei genitori, di tutti i protagonisti della scuola. Abbiamo in mente innanzitutto di rigenerare la qualità della cura educativa privilegiando il dialogo con le famiglie, i docenti, gli educatori. Questo significa creare alleanze per un coinvolgimento di tutti in un vero e proprio villaggio dell’educazione”.

Perché l’immagine del villaggio?

“Pensare di cambiare il mondo, agire per cambiare il mondo implica uno sforzo continuo dal basso: è per questo che i nostri sforzi sono concentrati nella costruzione di reti a livello provinciale, regionale, nazionale, affinché gli adulti possano essere testimoni qualificati, pietre miliari che sempre risplendono nella costruzione della civiltà umana”.

È piena o soltanto parziale la soddisfazione per il testo definitivo con cui il DDL Bilancio 2022 rifinanzia il fondo per l’inclusione di studenti con disabilità nelle scuole paritarie?

“Tale fondo consentirà alle scuole di incrementare le possibilità di accoglienza e inclusione con un importante beneficio per le famiglie degli alunni disabili frequentanti. Come Lei sa, si tratta di un passo certamente importante che consentirà alle scuole di incrementare le possibilità di accoglienza e inclusione con un importante beneficio per le famiglie degli alunni disabili frequentanti. Non è sufficiente però per un semplice motivo: alcune scuole rischiano di sparire perché purtroppo, neanche in questa Legge di Bilancio, è stato dato seguito alla richiesta di stabilizzare i fondi destinati alle paritarie, senza che ogni anno siamo costretti ad elemosinare risorse che sono fondamentali per la nostra sopravvivenza e poi, lo abbiamo denunciato anche come Agorà della parità, si è persa nuovamente l’occasione per costituire un fondo per le scuole d’infanzia paritarie al fine di mettere in sicurezza questo indispensabile servizio pubblico senza il quale oltre 400.000 bambini non avrebbero accesso al primo grado di istruzione ed educazione, soprattutto nelle regioni del Sud.

Si è costituito un ‘Gruppo di lavoro con compiti di consulenza, proposta e supporto tecnico, scientifico e metodologico all’area della parità scolastica’ e giovedì 18 novembre c’è stata già la prima seduta. Quali punti fermi o quali proposte sono emersi?Il Gruppo si è costituito per volontà del Ministro di Bianchi che ha raccolto la richiesta delle associazioni delle scuole paritarie. Nella prima giornata, dopo l’insediamento, si è parlato dei temi caldi: contributi e ritardi nei pagamenti degli Uffici Scolastici Regionali, costituzione di tavoli della parità, anagrafe delle scuole paritarie, PNRR, abilitazione e stabilizzazione dei docenti e disabilità. Poi nella prossima riunione, il 14 dicembre, entreremo nel merito di queste questioni, partendo dai dati statistici delle scuole paritarie che ci saranno forniti e che ci permetteranno di avere un quadro più preciso di quanti siamo, per proporre degli interventi mirati.

Quali proposte porterete in queste giornate?In continuità con il passato vorremmo in queste giornate portare delle risposte concrete nell’oggi per potenziare le poche risorse che abbiamo, creando reti, facendo squadra. Punteremo l’attenzione su proposte innovative attraverso relazioni, convegni e workshop, attraverso la presentazione di progetti nazionali dell’Indire e di alcune esperienze significative di nostre scuole. Tra le esperienze presentate oggi quella delle Avanguardie Educative portate avanti da Indire che nel loro manifesto indicano alcune novità come la didattica outdoor e il debate, due modalità che superano gli schemi a cui siamo abituati con gli studenti seduti nel proprio banco che ascoltano un insegnante in cattedra.

Quale messaggio auspica che ciascuno porti con sé a conclusione di questo congresso? Stiamo riflettendo su come metterci in ascolto dei giovani una pastorale scolastica in cammino sinodale con la Chiesa e a questo proposito uno dei nodi di discussione è anche come realizzare il nuovo Patto Globale per l’Educazione voluto da Papa Francesco. La scuola è oggi più che mai un luogo di evangelizzazione ed è uno dei pochi luoghi in cui si possono incontrare i giovani e mettersi in loro ascolto: radicati nel passato vogliamo guardare con speranza al futuro, al futuro delle nuove generazioni”.

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