Follia: istruzioni per l’uso (per genitori e dirigente scolastico)

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Dr. Vittorio Lodolo D’Oria – Una mamma espone un caso assai delicato che richiede un accorto intervento da parte del dirigente scolastico. L’intesa tra genitori e capo d’istituto può portare all’auspicabile risultato di tutelare la salute del lavoratore contestualmente all’incolumità della giovane utenza

Dr. Vittorio Lodolo D’Oria – Una mamma espone un caso assai delicato che richiede un accorto intervento da parte del dirigente scolastico. L’intesa tra genitori e capo d’istituto può portare all’auspicabile risultato di tutelare la salute del lavoratore contestualmente all’incolumità della giovane utenza

Gentile dottore, non ho ancora acquistato il suo libro “Pazzi per la Scuola” perché solo oggi ne sono venuta a conoscenza ma, dalle recensioni che ho letto, credo che mi sarà utile poichè mi trovo in una situazione simile.
Presso la scuola dell’Infanzia dove frequenta mio figlio, presta servizio un’insegnante con problemi psichici molto evidenti (totale incapacità di instaurare relazioni con bambini, genitori e colleghi), che negli anni passati ha già avuto lunghi periodi di assenza poichè le terapie effettuate le davano sonnolenza in classe.
Tale incapacità di relazionarsi sfocia spesso in urla contro i bambini che hanno manifestato diversi disagi comportamentali quali il rifiuto di entrare in classe, il mettersi le mani alle orecchie quando si alza la voce, episodi di enuresi, tic nervosi, incubi e risvegli notturni, vomito e disturbi dell’alimentazione, dermatite atopica.
La certezza della correlazione tra i disturbi dei bambini ed il comportamento dell’insegnante si è avuta con la cessazione di tali disturbi dopo soli 15 gg dalla sospensione dell’insegnante da parte del preside – sotto segnalazione di noi genitori – per l’intero anno scolastico.
La reazione dell’insegnante è stata di completa negazione della sua malattia con relative denunce al corpo insegnanti e minacce scritte di denunce ai genitori.
Con la ripresa del nuovo anno scolastico non abbiamo ancora la certezza che l’insegnante sia definitivamente sospesa dal servizio poichè sarà una commissione medica a definirlo in data 21 settembre 2010.
Il dirigente scolastico riferisce di aver già fatto tutto quello che era nelle sue possibilità e che se dovesse rientrare la terranno sotto stretta osservazione.
Ad oggi la paura di noi genitori, consapevoli che da una malattia psichica difficilmente si può guarire, soprattutto se non la si accetta, è che la commissione medica reintegri la maestra in servizio, poichè tale è il desiderio dell’insegnante stessa, e che possa nuovamente nuocere ai nostri bambini, ancora troppo piccoli per poter esprimere a parole il loro disagio.
In tal caso quale soluzione potremmo adottare per evitare che venga riammessa in servizio? Quale altra strada è percorribile? Cari saluti.

Dalla richiesta d’aiuto si evincono i tipici comportamenti disturbati dell’insegnante con la conseguente e impietosa ricaduta sui bambini. La soluzione del caso può arrivare solo dal Collegio Medico che deve essere ben istruito dal dirigente scolastico, attraverso la relazione di accompagnamento. E’ inoltre poco chiaro come il capo d’istituto abbia potuto disporre la sospensione della maestra dall’insegnamento per un consistente periodo dell’anno scolastico appena trascorso. Qualora la relazione predisposta per la CMV fosse inadeguata, si correrebbe il serio rischio di vedere l’insegnante restituita alla sua attività con la formula di “idoneità alla docenza”. Con serie conseguenze per tutti e potenziali ripercussioni per il dirigente.

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