Giorno del Ricordo, Mattarella: rinnovare la memoria

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“Il Giorno del Ricordo richiama la Repubblica al raccoglimento e alla solidarietà con i familiari e i discendenti di quanti vennero uccisi con crudeltà e gettati nelle foibe”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Occorre “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli istriani, dei fiumani, dei dalmati e degli altri italiani che avevano radici in quelle terre, così ricche di cultura e storia e così macchiate di sangue innocente. I sopravvissuti e gli esuli (…) hanno tardato a veder riconosciuta la verità”.

“Il Giorno del Ricordo sarà pienamente tale solo quando finirà l’assurda disputa ideologica sulla natura degli eccidi ai danni della comunità giuliano-dalmata. A distanza di ottant’anni c’è un’ampia storiografia che chiarisce perfettamente le circostanze nelle quali vennero perpretati gli infoibamenti, le deportazioni e gli internamenti”. A dirlo Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera.

“Chi oggi relativizza la natura di quel crimine, in qualche caso usando persino le aule universitarie, è ostaggio di una cultura dell’odio che appare strumentale e del tutto fuori tempo. Le foibe furono la “sciagura nazionale” della quale ha parlato il Presidente Mattarella”, conclude.

10 febbraio Giorno del Ricordo: “opportunità di apprendimento”. Le attività in programma nella nota ministeriale

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