Foglietta: “Dove i genitori non possono arrivare dovrebbe arrivare la scuola, aprendo sportelli dove si possano smantellare gli stereotipi di genere”

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L’attrice Anna Foglietta, in una recente intervista con il settimanale F, ha toccato il tema della violenza di genere, mettendo in luce l’importanza dell’educazione e il ruolo dei genitori.

Anna Foglietta ribadisce la necessità di un cambiamento culturale in Italia. “Una donna che si veste in un certo modo è vista come una che se la cerca. Come madre, non voglio né sottostimare i miei figli maschi né proteggere eccessivamente mia figlia femmina,” dichiara l’attrice, sottolineando come l’educazione debba essere il primo passo nel contrasto alla violenza di genere.

L’attrice racconta di aver subito sessismo sul posto di lavoro, ma non incidenti che le abbiano lasciato “segni indelebili”. Purtroppo, come sottolinea, troppo spesso gli abusatori selezionano vittime che tenderanno a non parlare. “Per questo è importante parlarne, soprattutto per le giovani donne,” afferma Foglietta.

Un altro aspetto centrale della conversazione riguarda l’educazione dei figli maschi. “Bisogna dare l’esempio, e glielo devono dare i padri,” afferma l’attrice. Confrontando le chat tra uomini e donne, Foglietta evidenzia una notevole differenza nei modi in cui i due generi trattano l’altro sesso. È ora di smetterla di “trattare le donne come oggetti,” esorta.

Quando i genitori non possono occuparsi direttamente dell’educazione dei figli a casa, la scuola dovrebbe svolgere questo ruolo fondamentale. “Dove i genitori non possono arrivare dovrebbe arrivare la scuola”, afferma Foglietta, suggerendo la creazione di sportelli dedicati allo smantellamento degli stereotipi di genere.

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