FLP Scuola: diffida Miur per gestione fase B e richiesta intervento ANAC

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OGGETTO: RICHIESTA DI CHIARIMENTI E DIFFIDA AD ADEMPIERE

PREG.MO SIG. MINISTRO, CAPO DI GABINETTO, CAPI DIPARTIMENTO, PRESIDENTE ANAC

OGGETTO: RICHIESTA DI CHIARIMENTI E DIFFIDA AD ADEMPIERE

PREG.MO SIG. MINISTRO, CAPO DI GABINETTO, CAPI DIPARTIMENTO, PRESIDENTE ANAC

Come è noto, l’art.1 comma 98 della legge 107/2015, nel disciplinare le assunzioni del personale docente precario iscritto rispettivamente nelle graduatorie del concorso 2012 e GAE provinciali, ha previsto varie fasi assunzionali.

Terminate le fasi assunzionali cosidette Zero ed A) da parte degli Uffici Scolastici Regionali, codesto Ministero ha, per coloro che hanno prodotto domanda di assunzione nelle successive FASI B) E C), proceduto alla individuazione dei destinatari di proposta di assunzione con decorrenza giuridica dal 1^ settembre 2015 ed economica dalla data di effettiva assunzione in servizio, sui posti residuati dalle precedenti fasi zero ed a).

Nella notte, poi, fra il 1^ e 2 settembre, codesto Ministero ha reso noto, solo a coloro che risultavano utilmente inclusi in una “non meglio identificata graduatoria nazionale”, mai pubblicata all’albo di codesto dicastero, il conferimento della nomina in ruolo e la provincia di assegnazione. Nessun altro accesso era consentito sia agli altri docenti che hanno presentato istanza di assunzione, né ai cittadini. In sostanza, codesto Ministero ha reso possibile, mediante password personale in possesso dei singoli aspiranti, la conoscibilità della propria situazione, l’essere o meno stato destinatario di proposta e null’altro. Alcun altro riscontro è stato possibile effettuare da parte degli altri aspiranti non nominati circa i docenti assunti, in base a quale punteggio erano stati assunti e, infine, la provincia di assegnazione. In ciò violando i più elementari obblighi imposti dalla legge in materia di trasparenza dell’azione amministrativa, atteso, come evidenziato, che la conoscenza era limitata al singolo e diretto aspirante e alcun altro elemento è stato possibile rendere conoscibile ai circa 80.000 aspiranti che hanno prodotto domanda !!

Infatti, non può sicuramente sfuggire alle SS.LL. che il comportamento serbato da codesto Ministero nella delicata fase assunzionale è lesivo del principio di trasparenza introdotto nel nostro ordinamento giuridico dalla legge n.15/2004. Il predetto principio stabilisce l’obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni di rendere visibile e controllabile all’esterno il proprio operato; in sintesi, la trasparenza contribuisce a rendere conoscibile l’azione amministrativa.

La trasparenza, poi, si riscontra e si riflette anche nella identificazione del responsabile del procedimento e nella motivazione del provvedimento stesso.

Un corollario naturale del principio sopra accennato è collegato direttamente alla responsabilità dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni che sono obbligati a compiere degli atti specifici per poter ottemperare ex legge alle regole sulla trasparenza. Proprio l’art.11, comma 2, del D.L.vo 150/2009 richiede a ciascuna amministrazione, tramite l’organo di indirizzo politico, di adottare un “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”. La violazione di tali obblighi, oltre a rappresentare una responsabilità politica per il Ministro, pone il divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti preposti e coinvolti negli uffici deputati alla formazione del provvedimento. Nel provvedimento “mai emesso” non è riscontrabile alcun elemento prescritto da"lla normativa sopra richiamata.

In sostanza, sia la trasparenza che l’ individuazione delle responsabilità connesse al provvedimento emesso perseguono l’obiettivo del buon andamento e della imparzialità della Pubblica Amministrazione.

Si vuole dire, in definitiva, che la trasparenza dell’azione amministrativa è uno strumento giuridico che rende edotti i cittadini dell’operato della P.A. sotto l’aspetto del rispetto della legge e della imparzialità di cui si è già detto.

L’art.2 del D.L.vo 33/2012, inoltre, nell’ individuare anche gli obblighi di trasparenza concernenti l’organizzazione e l’attività delle P.A, precisa che per “pubblicazione” si intende la pubblicazione sul sito istituzionale della P.A. degli atti posti in essere e la possibilità per il cittadino di potervi accedere, senza autenticazione o altra forma limitativa del diritto di accesso.

Codesto Ministero, invece, limitando l’accesso ai soli docenti possessori del codice personale e, fra l’altro, limitando la conoscenza alla sola personale posizione, ha violato tutte le norme contenute nel D.L.vo 33/2012 e le raccomandazioni del CIVIT ora ANAC.

Ciò tutto premesso, si chiede e si diffida formalmente codesto Ministero a pubblicare sul proprio sito istituzionale il responsabile del procedimento, i criteri utilizzati per l’individuazione del personale docente assunto, i criteri utilizzati per l’assegnazione della sede, la graduatoria nazionale predisposta, l’elenco completo di tutti i docenti nominati con l’indicazione della provincia in cui risultano inseriti in GAE e il punteggio vantato nella predetta graduatoria provinciale.

Il Presidente dell’ANAC, nell’ambito delle competenze che la legge assegna alla predetta Agenzia, è invitato a svolgere l’accertamento, l’individuazione degli organi politici e amministrativi che hanno eventualmente eluso la normativa sopra citata, l’accertamento delle responsabilità e l’irrogazione delle eventuali sanzioni.

Confidando nel rispetto delle norme invocate e per assicurare, in un delicato momento della scuola italiana ai circa 150 mila precari della scuola, ogni possibilità di conoscenza dell’attività posta in essere dal MIUR, si confida in un celere esame della presente e nel pieno adempimento di quanto richiesto.

Cordiali Saluti

SEGRETERIA NAZIONALE SCUOLA-FLP

PER IL COORDINATORE NAZIONALE

F.TO DOTT.SSA MARIA ANTONIA CAMARCA

 

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