Floridia (M5S): “Valditara toglie risorse all’Emilia Romagna per darle ad Agenda Sud”. Il Ministero: “Finanziato con fondi non più utilizzabili per le scuole alluvionate”

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Il recente “decreto Caivano” del Governo Meloni è salito agli onori della cronaca per il suo impegno a rilanciare territori difficili, come il comune di Caivano nel Sud Italia.

Tuttavia, una rivelazione ha messo in luce il retroscena finanziario di questa iniziativa. Secondo la senatrice M5S Barbara Floridia, il decreto prevede il dimezzamento dei 20 milioni di euro destinati alle scuole alluvionate dell’Emilia Romagna per finanziare progetti come l'”Agenda Sud”.

Dieci milioni di euro sono stati trasferiti dal budget destinato alle scuole dell’Emilia Romagna, colpite da calamità naturali, per sostenere l'”Agenda Sud”, un piano per affrontare la dispersione scolastica al Sud. Il Ministro dell’Istruzione Valditara ha etichettato l’Agenda come “il più importante piano mai fatto per rilanciare le scuole del Mezzogiorno”, senza però sottolineare che si tratta di un mero spostamento di fondi.

Oggi, il Ministro Valditara sarà in Emilia Romagna per inaugurare l’anno scolastico. Sarà interessante ascoltare se fornirà spiegazioni su perché i fondi per le scuole alluvionate siano stati dimezzati. In un momento in cui le emergenze climatiche sono sempre più frequenti, è legittimo chiedersi cosa succederebbe se un altro territorio fosse colpito da una catastrofe. Saranno nuovamente ridistribuiti i fondi?

Nel pomeriggio arriva la replica e le precisazioni da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Con riferimento alle dichiarazioni odierne della senatrice Floridia e di altri esponenti del M5S, in ordine alle coperture utilizzate dal Governo per finanziare le iniziative di contrasto alla dispersione scolastiche contenute nel decreto c.d. Caivano, il Ministero dell’Istruzione e del Merito precisa quanto segue“, scrive il MIM.

Il decreto-legge n. 61 del 2023, recante “Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023 nonché disposizioni urgenti per la ricostruzione nei territori colpiti dai medesimi eventi”, ha, tra le altre cose, istituito un fondo, della consistenza di 20 milioni di euro, finalizzato all’acquisizione, da parte delle scuole, di “beni, servizi e lavori funzionali a garantire la continuità didattica e a potenziare e supportare la didattica a distanza, nonché di attrezzature, arredi, servizi di pulizia, interventi urgenti di ripristino degli spazi interni ed esterni, servizi di trasporto sostitutivo temporaneo, locazione di spazi e noleggio di strutture temporanee”.

Tali interventi, per espressa disposizione di legge, erano ammissibili entro la data del 31 agosto, in quanto normativamente vincolati alla fase della prima emergenza, nel cui ambito le istituzioni scolastiche hanno potuto agire anche avvalendosi di importanti semplificazioni procedurali.

Ai fini del riparto del predetto Fondo, il Ministero ha acquisito il previo fabbisogno dalle istituzioni scolastiche interessate, dal quale è scaturito un quadro esigenziale complessivo pari a euro 10.174.736. Ne deriva che, soddisfatto il fabbisogno espresso dalle scuole interessate dall’alluvione e spirato il termine del 31 agosto, la parte del fondo non utilizzata nell’ambito del predetto riparto, pari a euro 9.825.264, avrebbe costituito, laddove non diversamente impiegata entro l’anno, una economia non altrimenti utilizzabile e, dunque, destinata a perenzione”.

In serata nuova replica della senatrice Floridia: “La nota del ministero dell’Istruzione sui fondi sottratti alle scuole alluvionate dell’Emilia Romagna non esprimere in dettaglio la realtà dei fatti. Il termine del 31 agosto riguardava la possibilità di spendere quei soldi avvalendosi di norme in deroga, e dunque di semplificazioni amministrative. Ma nulla avrebbe escluso alle scuole emiliano-romagnole di avvalersi di quei fondi sulla base di norme non in deroga, anche per far fronte a eventuali nuove situazioni emergenziali da qui a dicembre. La stessa nota d’altronde dice che quei 10 milioni avrebbero rappresentato una economia non utilizzabile “laddove non diversamente impiegati entro l’anno”. Resta il fatto che quella la copertura stabilita nel decreto Caivano rappresenta uno spostamento di risorse da un capitolo di spesa ad un altro, niente di più. Nessun nuovo investimento, come al solito“.

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