Flora Frate espulsa dal M5S: sosterrò con più forza le mie tesi su scuola e lotta dei precari

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La deputata Flora Frate è stata espulsa dal Movimento 5 Stelle. Su Facebook il suo lungo sfogo, nel quale dice anche che proseguirà il suo impegno per la scuola.

“Da poco mi è stata comunicata l’espulsione dal Movimento 5 Stelle. Proprio oggi. Ne prendo atto e mi spiace. Per loro, si intende.

Da quando ho iniziato il mandato parlamentare ho sempre, con incessante ed infaticabile lealtà, lavorato nell’interesse del Gruppo e del #Governo. Sempre, anche quando, per disciplina di partito, ho dovuto sostenere scelte e misure legislative che ritenevo sbagliate, parziali o ingiuste. Ma l’ho fatto con quel senso di appartenenza che si deve alla propria comunità politica, a differenza di alcuni colleghi che tante volte non hanno votato la fiducia, che si sono strategicamente assentati dall’Aula e non di rado votato in difformità, senza però essere mai messi in discussione. Dall’uno vale uno a due pesi e due misure, il passo è davvero breve.

Non ho mai nascosto le mie perplessità, perché è così che si fa nei partiti realmente democratici. Si discute, ci si confronta, si fa anche conflitto dialettico con l’ambizione di costruire rapporti di forza. Politica, in buona sostanza.

Trovo disgustoso che, tra le motivazioni a sostegno del provvedimento di espulsione, si annoverino mie presunte assenze. E non solo per una specifica condizione di diritto che mi consente di fruirne, ma, ancor di più, per la totale mancanza di rispetto del nostro lavoro.

Un parlamentare non è un dipendente del partito, ma rappresenta la Nazione intera. Il nostro dovere è quello di non perdere il contatto coi territori, non abbandonare la gente, irrobustire il confronto e sperimentare ostinatamente la ricerca della sintesi. Qualcuno, invece, ritiene che si debba starsene rintanati negli uffici romani. E gli effetti si vedono.

Da circa due anni il M5S perde sistematicamente voti, in modo irreparabile. Forse non bastano quei tanto sbandierati 40 provvedimenti se poi, come sulla #scuola, si lancia una crociata ideologica contro i precari, additando i sindacati di colpe e responsabilità inesistenti. Avessimo ascoltato di più i cittadini, rinunciando a tanta spocchia salottiera, proponendoci di risolverli i problemi piuttosto che imporre la nostra visione, si sarebbe potuta arrestare questa inesorabile china.

C’ho provato a fare la differenza, ce l’ho messa davvero tutta, anche sopportando pesanti aggressioni verbali. Solo pochi giorni fa ho espresso le mie idee in vista degli Stati Generali, auspicando un confronto autentico ed inclusivo. Mi sono sbagliata. Evidentemente, alcune decisioni sono già prese e non si vuole ascoltare chi ha una posizione alternativa.

Devo al M5S un atto di fiducia nei miei confronti, che io ho provato a ricambiare portando nel Movimento proposte, contributi, argomenti, sensibilità. Ma questo, mi pare palese, non è servito ad essere considerata una risorsa; si preferisce, credo, un esercito di silenti esecutori. Va bene così.

Da oggi potrò sostenere le mie tesi con ancora più forza e convinzione. A cominciare dalla scuola e dalla lotta dei precari. Provo rammarico per alcuni compagni di viaggio coi quali ho lavorato bene e che forse, chissà, incontrerò in percorsi nuovi e più stimolanti.

Non mi pento di quanto detto e fatto fino ad ora, rifarei tutto daccapo. Per me la politica è libertà, un valore non sacrificale sull’altare di un algoritmo. Da donna libera, continuerò le mie battaglie a testa alta, con fierezza e passione. E mettendoci la faccia, come sempre nella mia vita”.

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