FLCGIL. No a preside “uomo solo”, ribadire ruolo centrale organi collegiali. Assunzioni anche per ATA

di redazione
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La FLCGIL ha presentato una serie di proposte alternative alla riforma della scuola proposta dal Governo Renzi.

Vi elenchiamo i punti salienti elencati in un comunicato apparso sul sito del sindacato:

La FLCGIL ha presentato una serie di proposte alternative alla riforma della scuola proposta dal Governo Renzi.

Vi elenchiamo i punti salienti elencati in un comunicato apparso sul sito del sindacato:

  1. ribadire il ruolo deliberante del Consiglio di istituto e del Collegio dei docenti in materia di Pof, fermo restando le competenze già attribuite al dirigente dall’attuale regolamento sull’autonoma (DPR 275/99). Diversamente gli organi collegiali verrebbero esautorati nella loro funzioni di “governance” della scuola sul piano didattico e organizzativo;
  2. estendere il piano triennale anche al personale Ata perché, trattandosi di attività formative da definire per le esigenze didattiche e organizzative, è necessario anche il personale Ata, visto il ruolo fattivo di questo personale alla realizzazione del progetto di istituto. Occorre mettere le scuole nelle condizioni di poter attuare pienamente il POF d’istituto potendo contare su una dotazione adeguata e stabile di personale Ata;
  3. eliminare i commi che assegnano al dirigente scolastico la competenza a scegliere i docenti. Infatti, affidare ai soli dirigenti scolastici la scelta di docenti snatura la funzione degli stessi dirigenti quali coordinatori e promotori del progetto didattico e mette in discussione i principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione. Affidare una tale discrezionalità al dirigente scolastico comporterebbe la messa in discussione della libertà di insegnamento, garantita dalla Costituzione;
  4. eliminare la parte che modifica regole per la sostituzione del personale assente, visto che queste sono già regolate dalle ordinanze ministeriali;
  5. aggiungere un comma per ribadire la competenza del contratto a definire le regole ed i criteri nella mobilità compartimentale di tutto il personale. Questo tenendo conto, ovviamente, che la mobilità dovrà avere una scansione temporale coerente con l’organico funzionale pluriennale stabile. Del resto la pluriennalità della mobilità, in presenza di una stabilità pluriennale degli organici, è già prevista nella premessa del Ccni 23 febbraio 2015 oggi in vigore (così come nei Ccni degli anni scorsi).

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