FLCGIL, a settembre no didattica a distanza. Assumiamo 70mila docenti e 15mila ATA in più

di Anselmo Penna

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La FLCGIL ha elaborato un documento contenente proposte per ripartire a settembre senza l’attivazione della didattica a distanza, ma metodologia definita come l’unica possibile in questa fase di emergenza, ma che è risultata inadeguata per garantire a tutti il diritto allo studio, soprattutto per le categorie più deboli.

Semplificazione delle procedure di assunzione

Il primo passo, secondo il sindacato, è quello di semplificare le procedure di assunzione per coprire i posti vacanti.

Nel complesso, tra organico di diritto e organico di fatto, i posti da coprire al primo di settembre sono 178.170, mentre per gli ATA sono 29.831.

In particolare, per questi ultimi sarebbe ancora da coprire finanziariamente le stabilizzazioni che vanno oltre il turn over di 5mila unità.

Potenziamento organico

Per evitare di avviare la didattica a distanza, sarebbero necessari secondo la FLCGIL 70mila docenti, per un costo di poco più di 2miliardi di euro con contratto a termine al 30giugno.

Per il personale ATA sarebbero necessari, invece, poco più di 15mila posti come organico di potenziamento con un incremento di spesa di 340milioni di euro.

Spesa complessiva

Altri 20milioni di euro sarebbero necessari per la formazione, mentre 100milioni sarebbero le risorse necessarie per aumentare il fondo d’istituto.

Nel complesso, la spesa sarebbe di 3miliardi e 100milioni di euro complessivi che rappresenterebbero una prima stima per affrontare la riapertura a settembre.

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