FLCGIL. 80 euro al mese è quanto sottrato agli stipendi dei docenti dal 2010

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L’effetto, afferma il sindacato in una ricerca presentata oggi a Roma, deriva dal blocco del contratto che nel complesso conta ben 8.817 euro, cioè 80 euro al mese. Tra l’altro, le retribuzioni nella scuola risultano le più basse di tutti i settori lavorativi e l’Italia è al 31/mo posto, cioè terzultima, negli investimenti sull’istruzione tra i paesi Ocse.

L’effetto, afferma il sindacato in una ricerca presentata oggi a Roma, deriva dal blocco del contratto che nel complesso conta ben 8.817 euro, cioè 80 euro al mese. Tra l’altro, le retribuzioni nella scuola risultano le più basse di tutti i settori lavorativi e l’Italia è al 31/mo posto, cioè terzultima, negli investimenti sull’istruzione tra i paesi Ocse.

Per un docente con oltre 15 anni di carriera lo stipendio medio annuo va da 32.833 dollari lordi, per la scuola dell’infanzia, a 36.725 dollari lordi, per la scuola superiore, quando la media Ocse è rispettivamente di 39.569 e 45.478: per compensi agli insegnanti l’Italia è al 24/mo posto della classifica Ocse.

In più il dimezzamento dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa – denuncia il sindacato – "costringe i docenti a rendere gratis metà delle loro prestazioni pur di attuare i Pof (piani dell’offerta formativa) di istituto". Per quanto riguarda le ore lavorate, quelle svolte dai prof Italiani "sono nella media dei paesi Ocse" e comunque in Italia si fanno più ore che in Finlandia e Francia. "Non sono d’accordo a toccare il numero di ore frontali previste per gli insegnanti – ha affermato il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo – bisogna far emergere il sommerso, cioè tutte le altre ore lavorate, e farlo contrattualmente. Mettiamo in campo la possibilità di un orario potenziato, per rispondere alle esigenze che le scuole hanno per far svolgere compiti aggiuntivi, ma siano su base volontaria e retribuite".

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