FLC CGIL. Dal Governo ancora nessun impegno concreto sui contratti, sul precariato e sul reclutamento

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FLC CGIL – Fino ad ora non abbiamo visto alcun cambio di passo del Governo su scuola, università, ricerca e AFAM e più in generale sui settori pubblici. Il decreto che avvia la riforma della Pubblica Amministrazione è privo di una visione strategica e non avvia alcun processo di riorganizzazione e efficienza. L’unico obiettivo dichiarato è attaccare i lavoratori pubblici, in classico stile "brunettiano", attraverso tagli, mobilità e demansionamenti.

FLC CGIL – Fino ad ora non abbiamo visto alcun cambio di passo del Governo su scuola, università, ricerca e AFAM e più in generale sui settori pubblici. Il decreto che avvia la riforma della Pubblica Amministrazione è privo di una visione strategica e non avvia alcun processo di riorganizzazione e efficienza. L’unico obiettivo dichiarato è attaccare i lavoratori pubblici, in classico stile "brunettiano", attraverso tagli, mobilità e demansionamenti. Si vuole tornare alla rilegificazione del rapporto di lavoro smantellando la funzione della contrattazione e ripristinando il potere assoluto della politica sui comparti pubblici.

Per quanto riguarda scuola, università, ricerca e AFAM manca un progetto d’insieme e non vi è alcun impegno concreto per gli investimenti, il rinnovo dei contratti, la stabilizzazione dei precari e  la riforma del reclutamento. Sul riordino degli enti di ricerca si naviga nel buio più assoluto, senza un’idea sul come riposizionare il sistema della ricerca pubblica nell’ambito delle grandi scelte di politica economica, sociale e ambientale.

A ciò si aggiunge un attacco senza precedenti alla funzione del sindacato con il taglio dei distacchi, dei permessi e il tentativo perfino di ridimensionare le RSU che sono il cuore della democrazia sui posti di lavoro. L’obiettivo è imporre in maniera autoritaria provvedimenti che necessitano di partecipazione al solo fine di dare legittimità alla ulteriore riduzione delle risorse. La FLC è pronta ad accettare la sfida del cambiamento in tutti comparti della conoscenza che hanno bisogno di profonde innovazioni per rimotivare la loro funzione sociale. Si mettano in campo proposte concrete e risorse e siamo disponibili a discutere di tutto. Non è chiaro se si vuole andare in quella direzione o piuttosto tornare indietro non garantendo più a tutti un sistema d’istruzione e formazione pubblica di qualità e negando diritti e valorizzazione professionale ai lavoratori della conoscenza.

Il tempo delle promesse è scaduto e per queste ragioni riparte la  mobilitazione. Il 9 Luglio si terrà a Roma l’assemblea nazionale dei precari per preparare le iniziative di settembre.
 

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