Fism, contrari ad anticipo a 5 anni e più investimenti. Puglisi: “Condividiamo”

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red – La Fism (Federazione italiana scuole materne) esprime contrarietà alla proposta del PdL di anticipo scolastico a 5 anni e chede "maggiore attenzione alla scuola dell’infanzia.

red – La Fism (Federazione italiana scuole materne) esprime contrarietà alla proposta del PdL di anticipo scolastico a 5 anni e chede "maggiore attenzione alla scuola dell’infanzia.

No all’anticipo scolastico, sì a una maggiore attenzione alla scuola dell’infanzia. E’ questa la posizione della Fism, rivolgendosi ai partiti politici in occasione delle elezioni 2013.

"Numerose ricerche sui percorsi scolastici degli alunni italiani hanno messo in luce – affermano dalla Fism – che la frequenza della scuola dell’infanzia garantisce migliori risultati nel prosieguo degli studi sia nella scuola primaria sia in quella secondaria. L’anticipo a cinque anni produce, invece, effetti negativi sui segmenti scolastici successivi.

L’anticipo, infatti, determinerebbe l’entrata un anno prima nella scuola secondaria di primo grado, caratterizzata dall’articolazione del curricolo in discipline, costringendo così alunni preadolescenti a frequentare una scuola pensata e strutturata per gli adolescenti, causando effetti negativi sulla loro regolare maturazione intellettiva e relazionale. Conseguentemente, provocherebbe dopo la licenza media l’obbligo di effettuare a soli 13 anni la scelta dell’indirizzo di scuola secondaria superiore (liceo, istituto tecnico, istituto professionale, ecc.), riducendo così le possibilitá di effettuare un efficace orientamento da parte di un adolescente che non ha ancora maturato le proprie capacitá di scelta responsabile".

Un sistema, ricordano dalla Fism, che in Europa non riscontra molto successo.

L’invito alle forze politiche, invece, è rivolto a "sviluppare interventi strutturali mirati a generalizzare e potenziare qualitativamente la rete delle scuole dell’infanzia su tutto il territorio nazionale e per tutti i bambini dai 3 ai 5 anni presenti nel nostro Paese".

"La diffusione della scuola dell’infanzia sul territorio e la sua valorizzazione nei traguardi di apprendimento e di sviluppo, costituiscono un’essenziale precondizione per promuovere una regolare ed efficace progressione dell’intero percorso scolastico e per prevenire i fenomeni di insuccesso e di dispersione scolastica. Infine, la generalizzazione dell’istruzione infantile, in particolare nel Sud, può anche costituire – conclude la Fism – una significativa misura di welfare come aiuto alle famiglie e sostegno alla stessa occupazione".

Alla Fism risponde la responsabile scuola del PD, concordano con la condanna dell’anticipo a 5 anni, perché, afferma la Puglisi "si finirebbe per distruggere in un colpo solo modelli pedagogici e didattici eccellenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria e ad aggravare la dispersione scolastica per l’anticipo in età precoce di scelte determinanti nella secondaria".

Per quanto riguarda gli investimenti nel settore, aggiunge che il suo partito "intende approvare al più presto la legge nazionale 0-6 che definisce livelli essenziali dei sevizi educativi e scolastici per raggiungere l’obiettivo del 33% di copertura dei posti all’asilo nido e la generalizzazione della scuola dell’infanzia, in tutto il Paese, secondo un modello di governo pubblico del sistema integrato dei servizi, a cui FiSM assicura da tempo un contributo di qualità", conclude.

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