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Fisco, dal primo ottobre cambia tutto: obbligo Spid, Cns o Cie, ma non per imprese e professionisti

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Dal primo ottobre l’accesso ai servizi digitali della PA non potrà avvenire se non per il tramite del Sistema pubblico di identità digitale o della Carta di identità elettronica.

Stop alla miriade di password, username e credenziali con cui i contribuenti hanno dovuto avere a che fare da anni. Infatti dal primo ottobre l’accesso ai servizi digitali delle Pubbliche Amministrazioni sarà effettuabile solo tramite Sistema pubblico di identità digitale, Carta nazionale dei servizi o tramite Carta di identità elettronica.

È la novità più importante di tutte queste, che riguarda un numero enorme di contribuenti, che da anni sono soliti adoperare i tanti servizi digitali della Pubbliche Amministrazioni.

Fisco, cosa cambia da primo di ottobre

Se fino ad oggi accedere ai servizi on line dell’Agenzia delle Entrate piuttosto che a quelli dell’Inps, era fruibile tramite le credenziali di accesso specifiche di questi Enti, dal primo ottobre cambia tutto.

I contribuenti dovranno ottenere lo Spid, cioè il Sistema pubblico di identità digitale, strumento universale che permette da solo di avere accesso a tutti i servizi digitali di tutte le PA. In alternativa si può utilizzare la Carta di identità elettronica o ancora la Carta nazionale dei servizi. Lo Spid si utilizza in maniera classica, con inserimento delle credenziali ed autorizzazione tramite applicazione smartphone o servizi di messaggistica.   Con la Cie o la Cns, per  utilizzi al PC per esempio, occorrerebbe l’acquisto di uno strumento utile a leggere le card da inserire nel PC tramite porta USB.

La novità però non riguarda le Partite Iva, le imprese ed i professionisti per i quali valgono ancora le credenziali di accesso di sempre, quelle di Entratel, del Sister o di Fisconline.

Cosa ha previsto il decreto Semplificazioni

È stato il decreto Semplificazioni a stabilire che dal primo di ottobre 2021, per poter avere accesso ai servizi digitali di Agenzia delle Entrate, dell’Inps o di Agenzia delle Entrate Riscossione, occorrerà munirsi di Spid, di Cns o Cie.

La novità riguarda davvero una miriade di contribuenti. I dati statistici sugli utilizzi lo dimostrano ampiamente. Infatti ad inizio 2021 sono stati conteggiati ben 44 milioni di accessi al cassetto fiscale dei singoli contribuenti.

L’utilizzo dei servizi digitali delle PA è variegato, perché si va dalla registrazione di un contratto di affitto, alla presentazione della Dsu per l’Isee, dalla richiesta di estratto conto contributivo all’Inps, alla richiesta di definizione delle varie sanatorie fiscali.

In pratica, tutte le credenziali di acceso oggi in vigore cesseranno di funzionare dalle ore 12:00 del 30 settembre prossimo.

Come richiedere ed attivare lo Spid

Per ottenere le credenziali Spid, occorre essere maggiorenni. Occorre avere a disposizione un documento di riconoscimento in corso di validità, la propria tessera sanitaria, un indirizzo email ed un numero di cellulare. Sono molteplici i provider del servizio a cui ci si può rivolgere, alcuni a pagamento ma molti gratuiti.

Esiste un sito ufficiale in cui vengono spiegate le modalità di utilizzo e di richiesta dello Spid. Il sito in questione è www.spid.gov.it.

Occorre collegarsi ad uno dei provider che offrono il servizio e che vengono definiti appunto “identity provider”.  In questo modo si può fare tutto da soli, tramite Internet. Occorre naturalmente registrarsi, inserire i propri dati, creare le credenziali e farsi riconoscere dal sistema tramite le procedure di riconoscimento che variano da provider a provider.

In alternativa ci sono Enti pubblici accessibili fisicamente a cui rivolgersi che offrono lo stesso servizio, come per esempio Poste Italiane.

I provider attualmente in attività per lo Spid sono:

  • Aruba.it
  • Infocert
  • Intesa ID
  • Lepida
  • Namirial ID
  • Poste ID
  • Spid Italia
  • Sielte ID
  • Tim ID

Cie e Cns, come si ottengono

Come dicevamo, l’alternativa allo Spid sono la Carta di identità elettronica e la Carta nazionale dei servizi.

La carta di identità elettronica è la nuova frontiera del documento di riconoscimento classico. Dalla forma cartacea si è passati a quella plastificata formato tessera, come la patente o le normali carte di credito. Occorre richiederla al comune di residenza come per la precedente cartacea.

Serve una fototessera in formato cartaceo o elettronico il proprio codice fiscale o la propria tessera sanitaria. Occorre pagare tramite bollettino postale 16,79 euro di diritti di segreteria.

Per la Cns, cioè per la Carta nazionale dei servizi, occorre presentarsi alla  Camera di Commercio con un documento di identità valido per ricevere quello che a tutti gli effetti è un kit con tessera, certificato e Firma digitale.

Come detto in precedenza, anche con Cie o Cns è possibile accedere ai servizi digitali delle PA, ma occorre  disporre di un lettore di smart card contactless e di appropriati software. In alternativa ai lettori, si possono utilizzare smartphone di ultima generazione dotati di interfaccia Nfc.

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