Firmato il contratto integrativo: nuove fasce di complessità, criteri di riparto e d’impiego del Fun. La posizione di Udir

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Il ministero dell’Istruzione e del Merito e i sindacati della dirigenza scolastica all’unanimità hanno firmato oggi il testo definitivo del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo: l’accordo sul contratto integrativo individua le fasce di complessità, i criteri di riparto e d’impiego delle risorse che costituiscono il Fondo unico nazionale (FUN), tra quota destinata alla retribuzione di posizione e quota destinata alla retribuzione di risultato, per l’anno scolastico 2023/24.

Il sindacato Udir attende di verificare i dettagli dell’accordo. Nel frattempo ricorda la sua posizione sugli stipendi dei dirigenti scolastici. “Quello che conta – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir – è riuscire sempre ad abbattere il limite per la costituzione del fondo per il salario accessorio per gli assegni relativi alla retribuzione individuale dei dirigenti scolastici: sono finanziamenti che non più confluiti ai presidi dal 31 agosto 2015, che devono per forza di cose arrivare nel FUN annuale, anche seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 178/15 e della sottoscrizione del Ccnl del luglio 2019 per il triennio 2016-2018. Inoltre, occorrono nuove norme per ottenere il recupero del Fondo unico nazionale. Parallelamente alla questione economica, bisogna favorire la mobilità, l’assunzione degli idonei in occasione dei concorsi pubblici, l’introduzione dello scudo penale, per evitare un dimensionamento sempre più iniquo, che ridurrebbe ulteriormente il livello di offerta didattica”.

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