Firma la petizione per il futuro della scuola: stipendi adeguati, pensione anticipata e tutela della salute degli insegnanti

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I tempi cambiano e le opportunità si mescolano con le insidie per l’avvento delle nuove tecnologie. Come negli anni ‘90 il marketing televisivo modificò la politica, così con l’esplosione di internet assistiamo al debutto dei social media nell’agone elettorale.

Firma la petizione

Non dobbiamo innanzitutto cadere nell’errore di confondere l’indiscussa potenza dei nuovi strumenti tecnologici con la bontà del messaggio veicolato o, peggio ancora, con la deificazione del personaggio che lo enuncia. Lo strumento è importante ma il programma viene prima e deve rispondere a esigenze reali. Se consideriamo le due petizioni che nella scuola stanno raccogliendo maggiore consenso (quelle di Professione Insegnante e di Ilenia Barca) notiamo subito che sono monotematiche, proponendo rispettivamente l’adeguamento dello stipendio con 200 euro anziché gli attuali 85, e l’allineamento salariale agli stipendi dei docenti alla media UE. Gli obiettivi che i promotori si pongono sono sacrosanti e legittimi ma l’incremento della retribuzione economica è da considerarsi condizione indispensabile ma non sufficiente. Prova ne sia la situazione scolastica degli altri Paesi (Francia, Inghilterra, Germania) in cui i compensi sono decisamente superiori ma la salute è precaria al punto da presentare un tasso suicidario superiore a tutte le altre categorie professionali. E’ pertanto un bene se oggi Professione Insegnante decide di far convergere le forze e adottare il programma della nostra petizione, presentata su Orizzontescuola due settimane fa, come base di un progetto più articolato. Vi è anche il rischio che, col proliferare di petizioni, queste da strumento innovativo divengano inflazionate, stucchevoli infine un’arma spuntata.

La nostra idea è stata quella di redigere un programma articolato che, una volta ricevuto un importante consenso, non venisse affidato a uno specifico partito bensì venisse sottoposto a tutte le forze politiche che si contenderanno la guida del Paese per verificare la loro intenzione di realizzarlo.

Che gli schieramenti necessitino di un apporto dagli addetti ai lavori, nell’ipotizzare soluzioni ai problemi della scuola, appare del tutto evidente constatando la situazione dopo mezzo secolo di sciagurate riforme: insegnanti senza prestigio, insultati e malmenati; retribuzione da fame; salute precaria senza il riconoscimento di evidenti malattie professionali; riforme previdenziali che non hanno tenuto conto dell’usura psicofisica professionale né dell’invecchiamento. Inoltre nessuno dei programmi ad oggi disponibili ritiene di doversi occupare della salute degli insegnanti, cosa tra l’altro obbligatoria per legge e del tutto trascurata. Improponibile pensare di poter condurre una battaglia, pur col migliore degli strateghi, con un esercito male in arnese. E’ dunque divenuto necessario che a scrivere i programmi siano i “laici” e non più i politici, semmai più atti a recepirli. La nostra proposta segue questa impostazione e prevede che nella prossima legislatura non si facciano più riforme insensate (come dal ’68 a oggi) ma ci si occupi esclusivamente delle fondamenta della scuola (cioè gli insegnanti) destinata ad accogliere e formare gli studenti che ne costituiscono il cuore pulsante.

Il programma completo (prestigio e paga, salute e prevenzione, previdenza equa) dovrà essere sottoposto agli schieramenti elettorali senza preconcetti, preselezioni, preclusioni di sorta. E’ inutile discutere (anche solamente online) su chi votare senza aver prima messo mano al programma quindi operato il confronto con le forze politiche. Come dicevamo sopra, non risulta che nessun partito o schieramento abbia minimamente trattato la questione della salute dei docenti, peraltro tutelata da una buona legge che resta

inapplicata, né importa che l’83% dei docenti siano donne che tutti dicono, a parole, di voler tutelare. A questo punto occorre aver ben chiare le priorità che, per un arcano sortilegio, sembrano sfuggire sia agli insegnanti vessati sia ai cinici governanti: nessun docente potrà mai godere del giusto prestigio, né fruire di un’equa previdenza, se non arriverà in salute alla fine della carriera grazie alla prevenzione delle malattie professionali che ancora oggi chiedono di essere riconosciute.

Per tutte queste ragioni chi sottoscrive e condivide la nostra petizione non solo riconosce l’importanza dei contenuti ma apprezza al contempo l’impostazione del metodo operativo adottato. Solo così riusciremo nell’intento di mettere in grado l’elettore di operare una scelta consapevole e rigorosamente individuale nel segreto dell’urna.
Chi volesse leggere, firmare e condividere la petizione, la trova QUI.

www.facebook.com/vittoriolodolo

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