Sugar tax, Fioramonti: mia l’idea. Per cosa sarebbero usati i soldi

di redazione
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Il ministro Fioramonti ha pubblicato su FB un commento sulle nuove tasse sulle bevande e sulla plastica. Per cosa sarebbero utilizzati gli eventuali proventi.

“Le tasse sulle bevande zuccherine e sulla plastica non si toccano – ha affermato Fioramonti –  Sono misure di civiltà, introdotte in tutte le economie avanzate, che aiutano a ridurre i consumi dannosi, orientare le scelte dei consumatori, innovare la produzione industriale e diminuire le tasse sul lavoro. Cioè contribuiscono a migliorare la qualità della vita, di tutti.

Il sistema fiscale è il mezzo con cui finanziamo gli investimenti pubblici e sosteniamo l’economia. Non è un male assoluto, ma deve diventare intelligente. Per decenni abbiamo tartassato il lavoro e le imprese. Gli abbiamo chiesto di pagare a prescindere da ciò che producevano. E questo è stato un grande errore.

Dobbiamo cominciare a tassare sempre meno la produzione ed il lavoro, per tassare in modo intelligente i consumi. Quelli dannosi per ambiente e salute pagheranno di più. Quelli che invece hanno impatti positivi pagheranno di meno.

In questa Legge di Bilancio si fa un primo passo, che andrebbe rafforzato in Parlamento con misure ulteriori. Solo così possiamo investire nelle scuole e nella ricerca, due grandi pilastri della vita sociale. E’ il futuro nostro e dei nostri figli.

Le forze politiche che non vogliono investire sul futuro, lo dicano chiaramente. Nella mia qualità di Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e come ideatore della Sugar Tax – conclude il Ministro –  chiedo che tutti i proventi di questa misura vengano dedicati alla formazione ed alla ricerca. Sarebbe un primo, importante passo nella giusta direzione.” 

Per cosa sarebbero utilizzati i soldi della sugar tax

Il Ministro ne ha già parlato in precedente occasione:

  •  abbiamo un livello di analfabetismo funzionale e povertà educativa preoccupante,
  • abbiamo i docenti meno pagati d’Europa
  • molti meno laureati delle altre economie avanzate.

La scuola – chiude Fioramonti – è chiamata ad essere argine al degrado e strumento di emancipazione, ma senza quegli investimenti che, in altri paesi, permettono anche ai meno fortunati di costruirsi un futuro migliore.

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