Fioramonti su didattica a distanza: passa il messaggio del Governo ‘Cavatevela da soli’

di Patrizia Del Pidio

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Fioramonti su Didattica a distanza: può essere un’integrazione ma non sostituisce la didattica vera e propria. Nessuna linea guida per effettuarla. Scuola ultimo dei pensieri dell’esecutivo.

Sulla didattica a distanza dice la sua anche l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, ai microfoni di Radio Capital nel corso della trasmissione “Circo Massimo”.

C’è polemica nelle sue parole, soprattutto sulla mancanza di linee guide per chi la didattica a distanza doveva somministrarla agli alunni “La didattica a distanza può anche andare bene come integrativa, complementare ma non funziona come didattica come vera e propria. Non funziona soltanto in Italia ma in tutto il mondo. Gli studi fatti in questi mesi ci dicono che la didattica a distanza raggiunge, quando va bene, il 40% degli impatti della didattica in frequenza. Purtroppo l’approccio del governo è stato improvvisato su tantissimi punti e continua ad esserlo” e che ” Il governo non ha dato linee guide, facendo passare il messaggio ‘cavatevela da soli'” afferma Fioramonti.

Poi puntualizza che la scuola, negli interessi dell’esecutivo è sempre l’ultimo dei pensieri aggiungendo che “Abbiamo chiuso per primi e riapriremo per ultimi. E non c’è alcun dato che ci dice che riusciremo ad aprire a settembre veramente in presenza e senza problemi. La scuola in Italia va finanziata, va programmata e questo va fatto prima per prevenire le crisi. La scuola invece è sempre l’ultimo tema del dibattito politico: andranno tre miliardi ad Alitalia e 1,4 alla scuola”.

Fioramonti è anche costruttivo e propone il suo punto di vista secondo il quale  “bisogna far diventare la scuola un tema di posizionamento politico della popolazione; deve diventare qualcosa per cui vale la pena fare la politica. Su questo le famiglie fanno bene a lamentarsi, i sindacati a scendere in piazza e gli ragazzi a
rivendicare una centralità. Senza scuola non c’è futuro”.

Per quel che riguarda i concorsi Fioramonti aggiunge che “andrebbero fatti regolarmente e per tutte le cattedre necessarie. Il problema è che sono 20 anni che il governo e lo stato prendono in giro la scuola; che fanno concorsi
con ritardo e con meno posti necessari. E quindi hanno costruito un sistema che si basa sullo sfruttamento dei precari. Bisogna fare una
programmazione seria”.

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