Fioramonti: “Sanificare l’aria delle aule ed evitare di tenere le finestre aperte con il freddo”

Stampa

Fioramonti punta alla sanificazione dell’aria delle aule scolastiche tramite dispositivi ad hoc evitando di aprire le finestre col freddo.

Studenti infreddoliti costretti a stare in classe con il giubbotto per il necessario ricircolo d’aria a causa del covid. È una delle tante lamentele sollevate dai genitori. E se l’aprire le finestre non destava particolari problemi ad inizio anno, adesso con temperature decisamente più basse, la situazione è diventata insostenibile in alcuni casi.

Ecco perché l’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, punta alla sanificazione delle aule scolastiche: “Anche oggi, mi è arrivata l’ennesima lettera di genitori che si lamentano del fatto che i figli devono indossare in classe il giaccone (oltre alla mascherina) perché le nuove regole obbligano all’apertura delle finestre anche in pieno inverno ed i riscaldamenti, in genere, funzionano poco e male”.

Secondo Fioramonti bisogna dotare le classi di dispositivi ad hoc che vanno a rigenerare, sanificandola, l’aria, evitando quindi la fastidiosa apertura delle finestre nei mesi invernali: “Abbiamo speso centinaia di milioni per banchi che restano inutilizzati ed ora costringiamo gli studenti ad indossare la mascherina costantemente, e per di più al freddo”.

“Quando ero Ministro, prosegue il parlamentare del Gruppo Misto, ricevetti i risultati di una ricerca che dimostrava come la qualità dell’aria (dovuta a vari fattori, come la concentrazione di CO2 e vari tipi di polveri) incideva molto sull’apprendimento degli studenti. Inutile ricordare poi che l’inquinamento da particolato, che respiriamo sia all’esterno sia all’interno degli edifici, causa oltre 80 mila morti l’anno”.

“Allora, non vi pare una proposta ragionevole? Con meno di 400 euro a classe, si possono ottenere ottimi risultati, come dimostrato anche da una recente certificazione del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova”, si chiede Fioramonti, chiamando in causa anche la Ministra dell’Istruzione e il Ministro della Salute“Che facciamo Roberto Speranza e Lucia Azzolina? Proviamo a pensare, una volta tanto, a misure che migliorino la qualità della vita anche dopo che sarà finita l’emergenza? “, conclude Fioramonti.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur