Fioramonti rivela: vincolo quinquennale docenti è compromesso imposto dall’attuale maggioranza. Alternativa era far fallire i concorsi

Stampa

“Il vincolo quinquennale nasce all’interno del nostro decreto del 2019 perché era la precondizione che la maggioranza parlamentare, M5S e PD, mi posero affinché votassero a favore di quel decreto”. Così l’ex ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti nel corso di una diretta su Orizzonte Scuola.

In quel decreto  – aggiunge – c’erano delle cose molto importanti: il concorso ordinario, quello straordinario, l’abilitazione e un’altra serie di provvedimenti per i Dsga, diplomati magistrale e così via“.

“Per quel decreto ho lottato siglando l’accordo con i sindacati nonostante i miei sottosegretari, tra cui l’attuale ministra, non volessero quell’accordo e nonostante la maggioranza parlamentare fosse resistente a quell’accordo. La precondizione è stata – rivela Fioramonti -: ‘Va bene votiamo questo decreto, ma ci devi mettere l’obbligo quinquennale di residenza dei vincitori di cattedra’, perché, secondo loro – spiega l’ex ministro – andava a garantire la continuità didattica”.

“Io avevo due scelte davanti: o accettare il compromesso o far fallire il concorso ordinario, straordinario e tutto il resto e aspettare ancora per immettere nuovo personale nella scuola. Il personale docente deve comprendere che anche per questi dissidi il ministro Fioramonti ha deciso di dimettersi: le divergenze erano diventate troppe”, conclude.

Stampa

1,60 punti per il personale ATA a soli 150€, con CFI!