Fioramonti non cita Decreto Scuola tra i suoi risultati, Frate (M5S): è stata sconfitta politica

Lettera aperta a Lorenzo Fioramonti da parte dell’On. Flora Frate (M5S), a commento del messaggio con cui il Ministro annuncia ufficialmente le dimissioni. 

“Caro Lorenzo, ti ho conosciuto all’inizio di questa Legislatura e fin da subito ho apprezzato la tua compostezza e la tua serietà. Sei stato, nei mesi precedenti, un viceministro attento e presente. E sapevo che avresti ricoperto col medesimo spirito il più arduo compito di Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Non sono stata d’accordo con te su molte cose, te lo dicevo in privato e non lo nascondevo in pubblico, convinta che la politica non sia, e non debba essere, un mero posizionamento di interesse come ci si aspetterebbe avendo, al vertice di un Dicastero, un esponente dello stesso partito.

Sulle tue dimissioni dico, con schiettezza e senza remore, una sola cosa: hai fatto bene!

E non per quella “soglia di galleggiamento” di cui tu parli. Certo, alla scuola sono state destinate meno risorse di quelle auspicate, ma è innegabile, comunque, una inversione di tendenza. Per la prima volta, dopo un lungo ciclo, si discute di quanti soldi mettere in più e non di quanti tagliarne ulteriormente.

La vera sconfitta, tutta politica, è stata il DL Scuola. Un provvedimento parziale, che alimenta contrapposizioni in tutta la categoria dei docenti, che non combatte affatto il precariato e che, in nome di un presunto merito, mortifica l’esperienza sul campo di migliaia di docenti. Una scelta punitiva, così l’ho definita argomentando il mio mancato voto favorevole in Aula.

E credo che anche tu, persona di studio e di intelletto, ne sia intimamente convinto. Si, perché nella tua lettera parli dello stop ai tagli, della rivalutazione degli stipendi degli insegnanti, della copertura delle borse di studio per tutti gli idonei, dell’edilizia scolastica, del sostegno agli enti di ricerca prossimi alla chiusura e dell’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole. Non un rigo sul ‘salvaprecari’.

Vedo nelle tue dimissioni, e in quello che non dici, un gesto politicamente forte di autocritica.

Continuerai, così scrivi, ad occuparti di scuola e giovani generazioni da parlamentare della Repubblica. Non so quali saranno le tue prossime scelte, ma mi sento di dirti che se davvero vogliamo pensare al futuro della scuola italiana dobbiamo, allora, fare una preliminare scelta di campo: stare dalla parte di quei docenti, eroi silenziosi, che garantiscono con il loro lavoro la tenuta del sistema e un’adeguata offerta formativa ai nostri giovani. Docenti che in questi mesi sono stati reiteratamente attaccati ed offesi, mortificati come lestofanti della peggior specie alla ricerca di qualche sanatoria clientelare.

Se si intende invertire questa narrazione distopica, abbandonando il linguaggio della propaganda per approdare a quello più mite del buon senso e del rispetto, allora mi farebbe piacere darti una mano. Con la solita passione e lo stesso spirito critico.

Al giorno d’oggi, sono pochi i politici che ammettono una sconfitta e sono pronti a fare un passo indietro, per ricominciare. Di questo credo che tutti te ne daranno atto. Io per prima.

Ma in politica gli atti simbolici, di per se, non bastano. Occorrono azioni chiare e coraggiose. Facciamo gli #Stati #Generali della #Scuola. Un momento, collettivo e nazionale, per riflettere, scegliere e scrivere insieme l’agenda istituzionale dei prossimi mesi.

Ovunque si discute di futuro, io ci sarò.”

Ministro Fioramonti, “ecco perché mi sono dimesso”

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