Fioramonti: andare oltre la Buona Scuola, serve fiscalità intelligente e soluzione precariato

di redazione
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Il ministro Fioramonti difende con forza la sua idea della tassa di scopo su merendine, bibite gassate e voli aerei per finanziare la scuola.

Il concetto già ripetuto in molte occasioni (leggi anche Fioramonti, tasse su merendine e bevande zuccherate per finanziare istruzione e contrastare obesità) è elencato dettagliatamente in un articolo del Fatto Quotidiano, dove si citano i paesi dove tale tassa è già una realtà.

Il quotidiano parte proprio dall’Italia, dove la “sugar tax”, inserita nell’ultima legge di bilancio per coprire l’abolizione dell’Irap per le partite Iva fino a 100mila euro, è saltata per l’opposizione della Lega.

Ancor prima dell’Italia, questo tipo di tassa è stata adottata da molte altre nazioni (20 paesi – stando al Fatto Quotidiano – e adottata da circa 35 stati o città), soprattutto dopo la pubblicazione del report, avvenuta nel 2015, sugli effetti negativi dell’eccesso di zuccheri.

Fra questi stati ci sono la Norvegia (a cui il ministro dell’Istruzione vuole ispirarsi anche per il modello scolastico), l’Ungheria, Gran Bretagna, Catalogna, Francia, Irlanda, Belgio, Estonia, Portogallo e Finlandia.

Il Fatto Quotidiano elenca anche tutte le città e gli Stati dove la tassa sugli zuccheri ha una sua versione (ma il concetto è lo stesso) che riguarda i cibi grassi o comunque non proprio salutari, mentre per elogiare la tassa sui voli viene citata Greta Thunberg e il suo paese. In Svezia volare è diventata una “vergogna” (flygskam) e per contrastare i danni prodotti dalle emissioni del trasporto aereo è stata introdotta dal 2018 una tassa che grava sulle compagnie, calcolata per numero di passeggeri.

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