Fino al 2034 100 mila alunni in meno ogni anno, presidi dimezzati e taglio di circa 600 istituti

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Nei prossimi anni si assisterà ad un calo demografico importante e conseguenti tagli di personale scolastico e di istituti. La manovra 2023 è un primo passaggio ad un percorso che porterà ad una situazione piuttosto diversa nel 2034.

Nei prossimi dieci anni, ricorda Il Messaggero, entro il 2034, ci saranno 1,4 milioni circa di bambini e ragazzi tra i tre e i diciotto anni in meno. Un calo di oltre 100 mila alunni l’anno. Si tratta di un allarme che già l’ex Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi aveva lanciato più volte nel corso del suo mandato.

Da qui a 8 anni, ne consegue, che saranno tagliati circa 600 istituti, mentre il numero degli attuali dirigenti scolastici sarà quasi dimezzato.

Già con le relazioni che riguardano il Pnrr è stato quantificata una perdita di personale scolastico di circa 60 mila unità.

Con la norma sul dimensionamento presente in legge di bilancio, come già spiegato, c’è un calcolo non solo delle sedi che verranno a mancare ma anche sui dirigenti scolastici, che saranno quasi dimezzati rispetto ad oggi: si passerà dai 6.490 del 2024-2025, ovvero il primo anno in cui entreranno in vigore le norme della Manovra 2023, fino ai 3.144 del 2031-2032., quindi parliamo di 3.346 dirigenti scolastici in meno. Se poi consideriamo che ogni anno si prevede che andranno in pensione circa 470 presidi, il quadro si chiarisce.

Secondo la relazione tecnica della legge di bilancio attualmente alla Camera, in questo modo sarà possibile risparmiare nei prossimi dieci anni oltre 470 milioni di euro.

Il riepilogo dati previsti dalla relazione tecnica

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha comunque rassicurato i dirigenti scolastici, nel corso dell’incontro tenuto il 29 novembre.

Il Ministero, infatti, avrebbe rassicurato i sindacati evidenziando che non ci saranno tagli di organico o esuberi di alcun genere. Sarà invece perseguito l’obiettivo dell’eliminazione delle reggenze.

Per quanto riguarda le sedi, al fine di garantire una riduzione graduale del numero delle istituzioni scolastiche per i primi tre anni scolastici si applica un correttivo non superiore all’1%, anche prevedendo forme di compensazione interregionale, riporta la relazione illustrativa alla manovra.

La norma, pertanto, andrà a disciplinare il dimensionamento della rete scolastica negli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025, nonché un limite massimo – progressivo negli anni – alla consistenza dell’organico.

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