“Fini più alti”, il video sull’importanza e la fragilità della scuola pubblica

di redazione
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Comunicato Michele Pastrello – «L’uomo non può essere libero se non gli si garantisce un’educazione sufficiente per prender coscienza di sé, per alzar la testa dalla terra e per intravedere, in un filo di luce che scende dall’alto in questa sua tenebra, fini più alti».

Su questa citazione di uno dei più noti e attivi membri dell’Assemblea Costituente, Piero Calamandrei, è stato concepito “Fini più alti”, un microvideo nato per sensibilizzare lo spettatore sull’importanza, e al contempo sulla fragilità, della scuola pubblica italiana.

Il video si apre menzionando la Costituzione e si svolge interamente all’interno di un edificio scolastico, utilizzando l’allegoria visiva come espediente per la veicolazione di un messaggio. “L’istruzione, le arti e la cultura sono irrinunciabili per una comunità.” – asserisce il regista Michele Pastrello – “L’istruzione scolastica, obbligatoria fino ai 16 anni, e la scuola pubblica, in quanto accessibile a tutti, si rivelano come luoghi, istituzioni e strumenti fondamentali e irrinunciabili, perché è lì e in quel contesto che i bambini compiono, in autonomia dalla famiglia, i primi passi verso l’età adulta.

Eppure la Scuola è, soprattutto negli ultimi anni, oggetto di tagli, tensioni, promesse non mantenute. Non parlo solamente del personale docente scolastico, tra i meno pagati in Europa; o del fatto che, secondo l’Eurostat, l’Italia è uno degli Stati dell’Ue che investe e spende meno per l’educazione.

Il mio video è anche un monito molto antropico e palese, a ricordare che la Scuola è un bene prezioso e al contempo molto delicato. Quando parlo di fragilità non intendo solo soffitti che crollano. Parlo della fragilità di un sistema, di un ambiente, spesso nominato ma mai realmente valorizzato e quindi frangibile. La precarietà degli insegnanti, certo. Ma l’importanza di dare educazione e cultura alle nuove “fragili” generazioni. Una cultura che deve comprendere anche il rispetto e l’amore per tutto ciò che è “diverso” ai nostri occhi. Perché questo, volenti o nolenti, fa già parte della nostra realtà. Questo video parla di “tempi”, epoche. Parla di persone. Parla di storia. Parla di futuro. Parla di noi.”

Il video, che è stato realizzato autonomamente dal regista veneto, è interpretato da Giorgia Cendron con i piccoli Antonio e Laura.

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