La fine del numero chiuso per l’ammissione all’Università. Il TAR dà ragione agli studenti

di Lalla
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Unione degli Universitari – I mesi di dicembre 2012 e di gennaio 2013 saranno ricordati come i mesi in cui i Tar di tutta Italia hanno abbattuto il numero chiuso: una vera apocalisse per il sistema di selezione universitaria.

Unione degli Universitari – I mesi di dicembre 2012 e di gennaio 2013 saranno ricordati come i mesi in cui i Tar di tutta Italia hanno abbattuto il numero chiuso: una vera apocalisse per il sistema di selezione universitaria.

<<E’ la fine del numero chiuso italiano- spiega Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’UDU- questa volta non siamo riusciti solo a togliere un mattoncino dall’ ingiusto muro del numero chiuso ma abbiamo creato una vera e propria falla: abbiamo abbattuto il muro>>. L’Unione degli Universitari, come Sindacato Studentesco Nazionale,da sempre combatte questo strumento iniquo di selezione aprioristica  con l’ausilio dello Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners <<In attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla Costituzionalità del numero chiuso, il Tar del Lazio ha sospeso gli atti e ha ammesso tutti i ricorrenti dell’Udu all’Università>>.

<<Sono stati accolti tutti i ricorsi e la III° Sezione del Tar, presieduta dal Consigliere Franco Bianchi, sta dimostrando una grande sensibilità>>- Riferiscono i patrocinatori dei ricorsi, l’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia – <<Al Tar di Campobasso hanno sospeso tutto il concorso; la Commissione e il M.I.U.R. hanno richiesto ai candidati di lasciare sul banco la carta d’identità accanto al codice della prova, consentendone l’identificazione e la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta. Oltretutto è emerso che il Cineca, che si occupa della correzione dei test, non ha fatto alcun verbale di correzione. La circostanza è gravissima che ha effetti immediati in tutto il collegio di università accorpate di cui faceva parte Campobasso>>.

Riferiscono  gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – <<Il Tar dell’Abruzzo, delle Marche e della Sardegna hanno fatto rientrare dalla Romania, dalla Spagna e dal Belgio, i nostri ricorrenti, tutti studenti costretti ad emigrare all’estero a causa del numero chiuso. Con ciò abbiamo voluto far saltare il concetto della programmazione, non riportabile in materia di diritto allo Studio, aprendo dei varchi dall’estero facendo rientrare i nostri studenti, e per l’estero facendo entrare gli stranieri esclusi dal sistema italiano>>.

Il T.A.R. Firenze, infine, ha ammesso quasi 200 ricorrenti a Ingegneria dell’Ateneo di Pisa dove l’Università ha introdotto illegittimamente il numero chiuso a ingegneria. Sempre qualche giorno fa, inoltre, è saltato il numero chiuso a scienze della formazione (a Cosenza e L’Aquila) e, in particolare, la soglia di punteggio minimo di ammissione: secondo il T.A.R. Lazio se i posti ci sono vanno occupati anche se i concorrenti non hanno raggiunto la soglia al test di accesso. Lo stesso è successo anche per i ricorsi dell’Udu vinti ad Architettura dove una domanda era sbagliata e vi erano i posti vuoti con grave danno per le stesse Università.

Riferisce l’Udu, sempre tramite il Coordinatore Nazionale Michele Orezzi: <<Il castello di Carta del numero chiuso è, dunque, arrivato al suo epilogo: in una sola giornata si è fatto il più grande passo in avanti di sempre verso un’università libera, senza ostacoli d’accesso. E’ chiaro come queste nostre vittorie vadano a scardinare per sempre il sistema, ora attendiamo di essere convocati quanto prima al MIUR per ridisegnare un modello di università con accesso libero che possa essere finalmente di massa e possa valutare gli studenti per quello che apprendono in itinere nei singoli esami universitari, e non lasciati sulla porta delle università con nelle mani i sogni di una vita infranti prima ancora di potersi giocare la propria possibilità>>.

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