A fine agosto il decreto sul nuovo sistema di reclutamento? Si rischia un nuovo precarificio

di redazione
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A quanto pare è possibile. Probabilmente la parola d’ordine è fare in fretta, data la burrasca Fini che si è abbattuta sulla maggioranza. A farla da padrone saranno i concorsi, ma con quali modalità? I "vecchi" precari che fine faranno? Giulia Boffa ha posto alcune domande a Max Bruschi, consigliere del Ministro Gelmini.

A quanto pare è possibile. Probabilmente la parola d’ordine è fare in fretta, data la burrasca Fini che si è abbattuta sulla maggioranza. A farla da padrone saranno i concorsi, ma con quali modalità? I "vecchi" precari che fine faranno? Giulia Boffa ha posto alcune domande a Max Bruschi, consigliere del Ministro Gelmini.

Giulia Boffa: a che cosa serviranno i concorsi se il TFA deve abilitare solo secondo necessità? Mi spiego meglio: se in una provincia si abilitano in 3 (è solo un esempio) vuol dire che ci sono 3 posti, quindi uno per ognuno. Dovrebbero entrare subito in ruolo: allora perché il concorso? Inoltre, se in Calabria (altro esempio) non si abilita nessuno per mancanza di posti, nessun abilitato potrà fare il concorso in Lombardia; allora a che servono i concorsi, solo a cambiare le posizioni in base ai punteggi del concorso invece che in base a quelli di abilitazione? E a che serve se comunque in base ai posti stabiliti per TFA, l’immissione in ruolo è possibile per tutti contemporaneamente?

Max Bruschi: no, le cose non stanno proprio così. Primo, c’è un arretrato che pesa come un macigno sulla scuola italiana (ndr. si riferisce al precariato). Un arretrato prodotto da un coacervo di motivi che penso tutti conosciate. Secondo, tutti i tentativi fatti sino ad oggi per creare un simile automatismo (primo Berlinguer, ultimo il 227) sono miseramente naufragati. Perché per accedere al ruolo, nel "secondo canale", essendo il primo riservato alle GAE, occorre comunque un concorso. Una cosa le posso dire, però: non saranno concorsi per "scalare posizioni". Ma per entrare effettivamente a scuola.

Ma, chi potrà accedere a tali concorsi? Non abbiamo la risposta di Bruschi a tale domanda. Possiamo, però, provare noi a fare delle ipotesi.

Ai concorsi potranno partecipare:

  1. i soli neoabilitati sul 50% dei posti disponibili, mentre i "vecchi" precari accederanno per il 50% dei restanti posti dalla GaE (Graduatoria ad Esaurimento)
  2. i neoabilitati e i "vecchi" precari sul 100% dei posti. In questo caso le GaE dovranno essere sciolete (ipotesi improbabile)
  3. i neoabilitati e i "vecchi" precari sul 50% dei posti, mentre il restante 50% potrebbe essere coperto dagli aspiranti iscritti in GaE

Altra questione importante. Da quanto riferito dal consigliere del ministro, ci sembra che il nuovo sistema di arruolamento aggiri quel "sistema di automatismo" che garantirebbe il fermo alla creazione di nuovo precariato.

Infatti, se da un lato i corsi per l’abilitazione saranno banditi in base al numero delle cattedre vacanti, dall’altro le parole del consigliere e le possibili ipotesi per accedere al concorso e quindi al ruolo ci fanno intuire che tale numero programmato rischia di essere vanificato dal sistema del concorso, in quanto non potrà garantire a tutti i neoabilitati l’immissione in ruolo, dovendo (indipendentemente dalle ipotesi fatte) dividere i posti con i precari storici.

Il rischio serio è che con il nuovo sistema di formazione e l’accesso a ruolo per concorso si ripeta "l’errore" delle SSIS, che basate per normativa sul numero programmato in base ai posti disponibili, si sono traformate in precarifici.

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