Finanziamento corsi di recupero superiori, arrivano i soldi. Briciole che non bastano

di
ipsef

Il Sottosegretario Viceconte rispondendo ad una interrogazione parlamentare ha dichiarato che quest’anno è stata ripartita per le attività di recupero la somma di 43 milioni di euro. Briciole se paragonata all’anno scolastico 2007-08 quando lo stanziamento in questione superava i 200 milioni di euro.

Il Sottosegretario Viceconte rispondendo ad una interrogazione parlamentare ha dichiarato che quest’anno è stata ripartita per le attività di recupero la somma di 43 milioni di euro. Briciole se paragonata all’anno scolastico 2007-08 quando lo stanziamento in questione superava i 200 milioni di euro.

E difatti, molte scuole sono costretta ad affidarsi al "fai da te". Per esempio lo scientifico Righi di Roma, dove i corsi di recupero non vengono svolti nel pomeriggio ma durante l’orario mattutino. Così mentre i più bravi si dedicheranno all’approfondimento degli argomenti già trattati, coloro che hanno cumulato delle insufficienze seguiranno corsi di recupero. Un escamotage che non è esente da danni alla didattica, soprattutto per i più studiosi.

Non tutte le scuole, però, adotteranno escamotage e la tendenza sarà di adattare il servizio ai fondi stanziati, con danno, questa volta, della qualità dei corsi di recupero e dell’apprendimento degli alunni in difficoltà.

Il Corriere della Sera ne fa una questione di pari opportunità, infatti in un articolo a firma Silvia Vigetti Finzi, pone l’accento sulla questione "sociale", considerando la mancata attivazione di efficienti corsi di recupero come anticamera dell’espulsione di questi alunni dalla scuola e quindi emarginazione sociale. Un rapporto causa-effetto a maglie larghe, ma che comunque mette l’accento su una questione importante.

Versione stampabile
anief
soloformazione