Finanziamenti alle private tramite vendita delle frequenze televisive. Una interrogazione

di
ipsef

L’On De Pasquale ha presentato interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti circa la disponibilità con la quale il Governo intende coprire la somma prevista nella finanziaria per il 2011 per il ripristino di parte delle risorse dovute alle scuole paritarie nel caso non si rendesse disponibile quella relativa alla vendita delle frequenze televisive digitali. Interrogazione, risposta e replica

L’On De Pasquale ha presentato interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti circa la disponibilità con la quale il Governo intende coprire la somma prevista nella finanziaria per il 2011 per il ripristino di parte delle risorse dovute alle scuole paritarie nel caso non si rendesse disponibile quella relativa alla vendita delle frequenze televisive digitali. Interrogazione, risposta e replica

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04222
presentata da
ROSA DE PASQUALE
mercoledì 16 febbraio 2011, seduta n.435

DE PASQUALE. –
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
– Per sapere – premesso che:

con riferimento al ripristino, per l’anno 2011, dei 245 milioni di euro, nella somma complessiva dei contributi statali per le scuole paritarie, rispetto al taglio iniziale di 258 milioni di euro con riferimento alle medesime risorse già previste dalla legge n. 62 del 2000, la copertura, nel bilancio è prevista con una quota della vendita, da parte dello Stato, delle frequenze televisive digitali;

tanto l’interrogante quanto la FISM che la FIDAE sono allarmate per il tipo di copertura e per il fatto che la somma stanziata per la stessa non sia stata collocata con la legge finanziaria per l’anno 2011 nell’apposito capitolo per le scuole paritarie, ma in un altro capitolo, che comporterà per la sua erogazione, come già fatto rilevare in un’altra precedente interrogazione a firma della sottoscritta una procedura complessa e lunga;

infatti è fondato il rischio che si potrebbe determinare di non disponibilità reale della somma tenuto conto dei tempi per il bando, per la procedura di vendita delle frequenze televisive digitali e per l’incasso delle relative somme, anche rispetto a quanto preventivato in bilancio;

ancora di più detto rischio sembra concretizzabile dopo la diffusione da parte di alcuni organi di stampa della notizia che slitta ancora, ed è tutta da rifare, la gara che assegnerà i tre multiplex ai nuovi entrati nel mercato del digitale terrestre, a causa non meglio descritte diatribe, non si sa come e se risolvibili, sul principio di reciprocità «in tema di attribuzione del diritto d’uso delle frequenze radio per la diffusione televisiva»;

nel caso le somme previste dalla norma finanziaria non venissero reperite ed erogate velocemente alle scuole paritarie moltissime di loro dovrebbero interrompere il servizio con gravissimo pregiudizio per moltissimi studenti, le loro famiglie e tutte le comunità dei territori del nostro Paese;

si determinerebbe inoltre una gravissima inadempienza di un dettato normativo che dall’anno 2000 include nel sistema pubblico di istruzione tanto la scuola statale quanto quella paritaria e che, se la legge finanziaria non venisse ottemperata e quindi non venisse ripristinata almeno la somma di 245 milioni di euro, verrebbe completamente snaturato per impossibilità di sopravvivere delle scuole paritarie -:

quali urgenti ed indispensabili provvedimenti ed azioni il signor Ministro intenda adottare al fine di garantire la certezza della esistenza e della veloce erogabilità alle scuole paritarie delle somme previste nella legge finanziaria per il 2011, così come rappresentato in premessa;

con quali disponibilità ed in che tempi, il Governo intenda coprire la somma prevista nella finanziaria per il 2011 per il ripristino di parte delle risorse dovute alle scuole paritarie nel caso non si rendessi disponibile quella relativa alla vendita delle frequenze televisive digitali. (5-04222)

TESTO DELLA RISPOSTA

L’Onorevole interrogante esprime preoccupazione circa l’acquisizione delle risorse aggiuntive di 245 milioni di euro da destinare alle scuole non statali previste dalla legge di stabilità per l’anno 2011 – Legge 13 dicembre 2010, n. 220, articolo 1, comma 40.
Il citato comma 40 prevede che: «La dotazione del fondo di cui all’articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, è incrementata di 924 milioni di euro per l’anno 2011. Una quota delle risorse di cui al primo periodo, pari a 874 milioni di euro per l’anno 2011, è ripartita, con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, tra le finalità indicate nell’elenco 1 allegato alla presente legge».
Al primo rigo di detto elenco è riportato: «Sostegno alle scuole non statali attraverso il rifinanziamento del programma di interventi di cui all’articolo 2, comma 47, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, pari a 245 milioni di euro».
Quest’ultima norma prevede che il decreto per la definizione dei criteri di distribuzione alle regioni delle risorse finanziarie occorrenti alla realizzazione delle misure relative al programma di interventi in materia di istruzione, sia adottato di concerto con il Ministro per i rapporti con le regioni ed il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Questo prevedono le norme; pertanto, per avviare la procedura prescritta, è stata inoltrata, a firma del Ministro, alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al Ministro dell’economia e delle finanze la richiesta di assegnazione della predetta somma di 245 milioni di euro su un capitolo di bilancio, di nuova istituzione, del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.
È indubbio l’impegno del Governo a ridurre il più possibile, compatibilmente con quanto previsto dalle norme, i tempi per l’adozione dei provvedimenti necessari.

REPLICA

Rosa DE PASQUALE (PD), replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta del Governo che accenna solo alla previsione di risorse aggiuntive, ammontanti a 245 milioni di euro da destinare alle scuole paritarie, secondo l’elenco allegato alla legge n. 220 del 13 dicembre 2010, ai sensi del comma 40 dell’articolo 1. A tal proposito, ricorda che la somma a cui si fa riferimento doveva essere ricavata dai fondi derivanti dalla vendita delle frequenze radiotelevisive, vendita che, come è noto, attualmente sembra presentare difficoltà ed essere foriera di vari ricorsi. Chiede quindi come il Governo intenda garantire il ripristino di tali fondi per le scuole paritarie rimaste ferme alle somme dell’anno 2000. Al riguardo, sottolinea che tale erogazione di fondi non va a ripristinare neppure quanto era stato stanziato nel 2000 e che senza tali risorse le scuole paritarie sono destinate a chiudere. Stigmatizza quindi che il Governo non risponde in merito alla domanda del reperimento dei fondi necessari e che potrebbe dichiararsi soddisfatta solo nel caso in cui il Governo indicasse esattamente le fonti per il reperimento dei fondi stanziati e dichiarasse che tali somme non sono più legate alla vendita delle frequenze radiotelevisive.

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