“Film sulla Marcia su Roma non sia fatto vedere nelle scuole”. Fratelli d’Italia all’attacco, l’opposizione risponde: “Nulla di diseducativo”

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Fratelli d’Italia all’attacco del film del regista irlandese Mark Cousins, documentarista premiato in tutto il mondo, sulla Marcia su Roma, l’ascesa al potere di Mussolini nel 1922.

In una nota la deputata Chiara La Porta afferma: “Ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara perché il regista di un film proiettato addirittura all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, ‘Marcia su Roma’, l’irlandese Mark Cousin, chiude il suo lungometraggio con una comparazione provocatoria dello stile di politici moderni con quello di Benito Mussolini negli anni 20 del secolo scorso. In particolare Cousin accosta il linguaggio di Giorgia Meloni a quello tipico e tipizzato del ventennio”. 

Poi aggiunge: “Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ci mancherebbe. Quello che, a mio parere, non deve essere consentito, perché non ha alcun riscontro nella realtà, è che questo film venga fatto vedere a studenti di alcune scuole durante l’orario scolastico. A quanto mi risulta almeno due istituti superiori hanno portato alcune classi ad assistere alla proiezione. Trovo assolutamente inopportuna e disonorevole la visione di lungometraggi così apertamente schierati e scarsamente educativi. Per questo ho chiesto al Ministro Valditara se intende adottare qualche misura per impedire che questo accada ancora in altri istituti”.

Non si fa attendere la risposta del Partito Democratico: “Da quando Fratelli d’Italia decide quali film i ragazzi possono vedere in orario scolastico e nell’ambito della scelta didattica dei docenti? Adesso abbiamo superato il limite”. Così Irene Manzi, capogruppo Pd alla Camera in commissione istruzione.

“Chiedere al Ministro Valditara di prendere provvedimenti perché alcuni istituti hanno deciso di far assistere gli studenti a un lungometraggio sulla Marcia su Roma, che ha partecipato anche alla Mostra del cinema di Venezia, è grave. Non rendersene conto e depositare un’interrogazione intimidatoria è peggio. E’ grave perché esiste la libertà di esprimere il proprio pensiero e quella di insegnamento. Ed è grave perché non ci si rende conto che il film vorrebbe far riflettere sull’uso della propaganda in termini politici; un invito alla coscienza critica che è importante, soprattutto, per le generazioni più giovani”.

“Forse dovrebbero pensare a cose più serie invece di preoccuparsi di censurare gli strumenti per riflettere e farsi un’opinione. Cosa ci sarebbe di diseducativo? Un atteggiamento caricaturale fatto di argomenti improbabili che genera inquietudine”.

All’attacco anche Sinistra Italiana. “Capisco che dalle parti di FdI, dopo l’uscita del ministro Sangiuliano su Dante padre della destra, il fascino del Minculpop stia spopolando. Ma ora davvero stanno esagerando: che un film sulla Marcia su Roma e sugli strumenti di propaganda fascista, peraltro presentato al Festival di Venezia, diventi pretesto per un’interrogazione parlamentare perchè venga bloccata la sua proiezione nelle scuole da una parte è ridicolo, dall’altra è preoccupante”. Così il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra.

“Qualcuno spieghi alla deputata toscana di FdI protagonista di questa iniziativa – prosegue il leader di SI – che il Minculpop ha cessato di esistere nel luglio del 1944, e che forse non è male che nella scuola si faccia conoscere cosa è stato il fascismo nella storia d’Italia. Anzi qualche ora di lezione in più su coloro che rovinarono con la dittatura il nostro Paese, consegnandolo poi ai nazisti, farebbe bene – conclude Fratoianni – non solo agli studenti ma anche a qualche esponente politico”.

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